Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è giunto all’Altare della Patria per rendere omaggio alla tomba del Milite Ignoto. Sono cosi’ iniziate le celebrazioni per il 66/o anniversario della Repubblica.

Ad attendere Napolitano al Vittoriano, tra gli altri, il presidente del Consiglio Mario Monti, i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani ed il presidente della Corte Costituzionale, Alfonso Quaranta. Il presidente della Repubblica, accompagnato dal ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola e dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha deposto una corona di alloro al sacello del Milite ignoto. Alle 10 inizierà la sfilata militare ai Fori Imperiali, dedicata quest’anno alle vittime del sisma in Emilia. Per onorarne la memoria, la manifestazione sara’ preceduta da un minuto di silenzio. La parata sara’ in forma ridotta rispetto al passato: non sfileranno i sistemi d’arma, i cavalli e non ci saranno i tradizionali sorvoli delle Frecce Tricolori.

 

 

“Sessantasei anni fa, gli italiani, chiamati al referendum, si espressero a favore della Repubblica,  a favore cioè di quella forma di governo in cui la sovranità appartiene al popolo. Oggi, a distanza di tanti anni, l’Italia e gli italiani devono riscoprire i più profondi valori democratici che sono alla base della Repubblica, rilanciando con forza quell’etica dell’agire, che appare sempre di più merce rara”.
È quanto dichiara il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, intervenendo in occasione della Festa della Repubblica.“Viviamo un presente difficile – prosegue Buccoliero – con una crisi economica e occupazionale, che sembra non lasciare margini d’azione, e con un distacco sempre più evidente dei cittadini dalle istituzioni e dalla politica. Eppure, l’Italia ha dimostrato di essere un paese forte, coeso e capace di tenere testa dinanzi a gravi difficoltà. L’ha fatto dopo il vile attentato ai danni dell’istituto Morvillo di Brindisi, quando Melissa è diventata la figlia di tutti gli italiani, da nord a sud. Lo sta facendo in queste ore in cui si è aperta una vera e propria gara di solidarietà per gli abitanti dell’Emilia colpiti dal terremoto.
Ebbene, questo dimostra che, seppur nel profondo, esistono valori fondamentali ed imprescindibili, che animano la vita e le speranze del nostro Paese. La festa della Repubblica vuole ricordarci che una rinascita è possibile solo ripartendo dagli stessi punti fermi da cui sono partiti i nostri padri costituenti, riscoprendo fermezza, serenità e coesione sociale.
La Repubblica italiana – conclude Buccoliero – sicuramente non può e non deve piangersi addosso, come giustamente ha osservato il presidente Napolitano, ma, nello stesso tempo, non può e non deve più offuscare, delegare o raggirare quell’etica della responsabilità, che deve guidare l’agire sociale, politico e personale”.

 

Le celebrazioni organizzate a Lecce in occasione della Festa della Repubblica – dichiara l’on. Ugo Lisi – hanno rappresentano un grande momento di condivisione che rimarrà impresso nel ricordo di tanti. La scelta del Prefetto, poi, di legare ancora una volta la ricorrenza istituzionale al mondo dei giovani e della scuola è risultata vincente perchè è stata testimonianza concreta di come, quando si coinvolgono le giovani generazioni, si raggiunge il duplice obiettivo di renderle da un lato partecipi della storia della nostra nazione e dall’altro di vivificare le manifestazioni stesse sottraendole al pericolo della ciclica ritualità. Il tutto, come è stato ovvio e giusto che fosse, si è svolto nel clima della sobrietà organizzativa, in un momento di particolare vicinanza alle vittime del terremoto dell’Emilia.

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