Inaugura la 63° edizione della Fiera Campionaria agricoltura, artigianato e industria di Galatina,  Iancu, un paese vuol dire, l’ultimo successo di Fabrizio Saccomanno scritto a quattro mani con Francesco Niccolini per la regia di Salvatore Tramacere in scena martedì 26 giugno 2012 alle ore 21:30 presso il Quartiere Fieristico.

La fiera, in programma dal 26 al 30 giugno 2012, è uno fra gli apuntamenti più importanti per commercianti e visitatori, che punta alla valorizzazione delle attività  produttive e creative locali.

“ […] abbiamo deciso di metterci in gioco tutti quanti e di attivarci con il tessuto produttivo della città” ha dichiarato il vice sindaco Roberta Forte, “per fare in modo che quest’evento fosse partecipato e ritornasse agli splendori  che aveva quando veniva fatto nel vecchio Edificio Scolastico […] ”

Iancu è il racconto di una giornata, una domenica dell’agosto del 1976 in cui la grande Storia, quella con la S maiuscola, invade la vita e le strade di un piccolo paese del Salento. Un famoso bandito, fuggito dal carcere di Lecce due giorni prima, è stato riconosciuto mentre si nasconde nelle campagne del paese. Inizia così una tragicomica caccia all’uomo che coinvolge un po’ tutti, bambini compresi. Ma questo non è solo il racconto di una giornata. E’ il racconto di un’infanzia e degli inganni e le illusioni che la circondano. Ed è soprattutto il racconto di  un’epoca.
Attraverso gli occhi di un bambino di otto anni viene ricostruito il mosaico del ricordo: uno strano e deformato affresco di quegli anni nel profondo Sud. Un sud che oggi non c’è più, piazze e comunità che si sono svuotate e si sono imbarbarite, o sono state svendute.
Con quegli occhi a volte spalancati, altre socchiusi, altre ancora addormentati e in sogno, si racconta un mondo, frammenti di storia e di uomini e di donne, di battaglie tra bande e rivali e giochi pericolosi.
Nessuna cartolina, nessuna nostalgia: è un mondo duro, cupo, eppure comico e grottesco. Un mondo fotografato un attimo prima di scomparire. Un mondo di figure mitiche, contadini, preti, nonni, libellule, giornaletti e una gran voglia di diventare grandi, chissà poi perché.

progetto Fabrizio Saccomanno
testo Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno
con Fabrizio Saccomanno
regia Salvatore Tramacere
scenografia Lucio Diana
cura tecnica Mario Daniele, Angelo Piccinni
cura della produzione Laura Scorrano
organizzazionen Franco Ungaro
grazie a Giulio Petruzzi e alla comunità di Tuglie (Le)

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