Gli intrecci della politica, l’approvazione del Pug e i possibili interessi economici a Porto Cesareo, finiti sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, sono al centro dell’esposto presentato oggi in Procura dall’ingegnere Cataldo Basile, la prima delle vittime degli attentati

che si sono verificati nella cittadina. Un ordigno posizionato all’ingresso dello studio professionale, nella notte tra il 16 e il 17 maggio scorso distrusse il portoncino d’ingresso, recando numerosi danni alla struttura.

Militante politico, componente del direttivo provinciale del PDL, nonché figlio di un ex sindaco di Porto Cesareo, Basile, assistito dall’avvocato Giuseppe Romano, nell’esposto ripercorre le vicende che hanno animato la cittadina negli ultimi tempi.

I fatti riportati sembrano tracciare un filo conduttore tra le due inchieste condotte dalla Procura di Lecce. La prima affidata al pm Carmen Ruggiero, che riguarda i vari attentati, tra cui l’ultimo che ha colpito il sindaco Salvatore Albano. l’11 giugno scorso. La seconda, affidata al pm Antonio Negro, e relativa al Piano urbanistico generale, adottato da un Commissario ad acta, dopo che fu rilevata l’incompatibilità dei consiglieri comunali. Un Pug modificato in seguito alle osservazioni presentate dagli interessati, inviato alla Regione e che sarà definitivamente approvato dalla nuova amministrazione comunale solo sabato prossimo. Un Pug che ha creato numerosi problemi perché ha mandato in fumo una serie di progetti per la realizzazione di decine di strutture ricettive.

Le indagini vanno avanti senza sosta. Le tredici pagine di esposto presentato in mattinata da Basile potrebbero fornire qualche importante pezzettino al mosaico che gli investigatori stanno pazientemente cercando di ricostruire.

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