Tre bombole di gas, una delle quali forse piena, collegate a un innesco e abbandonate in aperta campagna, sulla Copertino-Nardo’ ma in agro di Leverano, in un vecchio uliveto di proprieta’ del padre di Giovanni Vantaggiato: e’ quanto hanno trovato gli investigatori nella zona di campagna indicata dall’imprenditore, reo confesso

dell’attentato di Brindisi, quale luogo in cui avrebbe fatto le prove di esplosione. oltre agli investigaotri, sul posto si sono recati anche i pm della Procura distrettuale antimafia di Lecce, Guglielmo Cataldi, e della Procura di Brindisi, Milto De Nozza. Si cercano i telecomandi, quelli di cui l’imprenditore arrestato ha fatto menzione durante gli interrogatori ai quali e’ stato sottoposto. L’uomo ha detto di averne acquistati e testati quattro, specificando che i primi tre non funzionavano. Si sta verificando, inoltre, se all’interno di almeno una delle bombole per gpl trovate oggi ci fosse polvere pirica della stessa tipologia di quella che sarebbe stata utilizzata a Brindisi il 19 maggio scorso.

Intanto la moglie e le due figlie non hanno ancora fatto visita in carcere a Lecce a Giovanni Vantaggiato, reo confesso dell’attentato di Brindisi, ma ”andranno a trovarlo nei prossimi giorni”. Lo ha riferito all’ANSA il difensore di fiducia di Vantaggiato, l’avv. Franco Orlando.

”I famigliari di Vantaggiato – ha aggiunto il legale – hanno gia’ fatto sapere che gli staranno accanto e hanno espresso il desiderio di incontrarlo quanto prima. Non c’e’ alcun provvedimento che lo impedisca, ma si attende il momento piu’ opportuno, anche per evitare l’assedio dei giornalisti”.

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