Foto Antonio Castelluzzo”Era un ragazzo affabile, buono, allegro, di compagnia, sempre con il sorriso sul volto, amato e stimato da tutti”. Cosi’ chi a Collepasso conosceva Manuele Braj lo ricorda oggi, dopo aver appreso la notizia della sua morte avvenuta in un attentato compiuto in Afghanistan.

Giuseppe Cabibbo, proprietario di un bar in piazza Dante, la principale del paese, di fronte alla sede del Municipio, e’ sconvolto. ”Questa – racconta – e’ una piccola comunita’, 6.300 abitanti, ci conosciamo tutti, e sono tanti, tantissimi i ragazzi che negli ultimi anni sono andati via, alla ricerca di un lavoro”.
”Manuele – ricorda – era un ragazzo formidabile, dalla risata facile. E quando stamattina mio cognato, che e’ un carabiniere, mi ha dato la notizia, sono rimasto impietrito dal dolore e dalla sorpresa. I colleghi di Manuele, qui, sono affranti”.
Accanto al bar di Giuseppe Cabibbo, a pochi metri di distanza, c’e’ il negozio di abbigliamento della sorella della moglie di Manuele: oggi la serranda e’ chiusa e la gente che conosce la famiglia si ferma in piccoli gruppi, davanti all’esercizio commerciale, per ricordare il ragazzo. ”Un giovane – dicono – amato veramente da tutti per il suo carattere, la sua gioia di vivere”. Manuele Braj aveva un alloggio a Gorizia, dove e’ di stanza il XIII Reggimento Friuli Venezia Giulia, ma appena poteva tornava nel Salento, dove vivono i familiari della coppia e dove si Foto Antonio Castelluzzotrovava in questi giorni la mogie per trascorrere un periodo di vacanza. ”Una coppia felice”, dicono tutti in paese. ”Si erano sposati da poco e si volevano un gran bene. Da quando era nato il bambino, poi, – raccontano – erano impazziti per la felicita”’.
”Sono sconvolto da questo tragico evento, come tutto il paese, e dall’ennesimo tributo di sangue versato da un militare italiano in missione”. Sono le prime parole di Paolo Menozzi, sindaco di Collepasso, il piccolo centro del Salento nel quale risiedeva il 30enne carabiniere scelto Manuele Braj, morto in un attentato in Afghanistan. E’ stato il comandante provinciale dei carabinieri di Lecce, col. Maurizio Ferla, a dare la tragica notizia al sindaco, che si e’ poi recato a casa del militare ucciso, dove vivono la moglie 28enne e il figlio della coppia di otto mesi, e dei genitori della donna. ”Era un ragazzo splendido – ha ricordato il sindaco – il suo sogno era sempre stato di arruolarsi nei carabinieri. Ci era riuscito, ma ora quel sogno si e’ infranto”.

 

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