Ed è proprio sulla vertenza Hds che arriva oggi l’interrogazione parlamentare che porta la firma di Teresa Bellanova. La deputata del Pd chiede, infatti, se “i Ministri del Lavoro e dello Sviluppo Economico non ritengano doveroso acclarare quanto è costato complessivamente allo Stato

il presunto piano di riconversione, in termini di utilizzo di ammortizzatori sociali che avrebbero dovuto aiutare il percorso di una nuova collocazione dei lavoratori e che invece, a quanto sembra per decisione dell’azienda, dopo ben due anni e mezzo si ritroveranno comunque a fuoriuscire
dal circuito lavorativo”. Non solo, la Bellanova chiede anche “se il monitoraggio ministeriale semestrale sia mai stato effettuato, così come stabilito nell’accordo del 2
dicembre 2010, e se così non fosse per quali motivazioni non si è inteso seguire capillarmente l’iter di riconversione lavorativa dei dipendenti ex BAT, anche per
far fede alla credibilità delle istituzioni e se i Ministri interrogati non ritengano inderogabile la convocazione di un incontro istituzionale nelle sedi ministeriali per porre finalmente avvio ad una verifica complessiva degli impegni assunti e sottoscritti da parte della azienda HDS, come di tutti gli altri attori coinvolti
nell’accordo del 2 dicembre 2010”.

INTERROGAZIONE
a risposta in commissione

BELLANOVA – Al Ministro dello Sviluppo Economico, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Per sapere, premesso che:

– a seguito della decisione della multinazionale British American Tobacco Italia di chiudere il sito leccese, nel settembre 2010, 22 lavoratori sono stati ricollocati in forze all’azienda di Pomezia, HDS, ed assunti in data 4 luglio 2011;

– il 2 dicembre 2010 è stato siglato un accordo presso il Ministero dello Sviluppo Economico nel quale si legge “Al restante personale appartenente a ditte terze ed operante in maniera continuativa presso lo stabilimento di Lecce sarà offerta ricollocazione in attività di servizio e più precisamente:[…]per circa 26 addetti in attività di servizio sul territorio da parte della società HDS, tenuto conto delle professionalità richieste dalla società e dalla residenza degli addetti” ;

– all’ultimo capoverso, pag. 9, del sopra citato accordo si legge “Le parti convengono che il presente piano industriale (ricollocazione e attività industriali e di servizio) sarà oggetto di monitoraggio ministeriale semestrale, o comunque a richiesta di una delle parti, da parte dei firmatari del presente accordo”;

– all’interrogante sembra sia utile sottolineare ciò che è stato più volte asserito da alcuni rappresentanti sindacali, vale a dire che al tavolo ministeriale “fu proprio BAT a presentare le aziende”;
– HDS ha presentato ben tre piani industriali, come peraltro sottolinea la stampa in questi giorni. Sulla testata Paese Nuovo si legge “il primo parlava di turismo e di servizi per conto delle altre società che devono riconvertire la ex BAT; il secondo parlava di flaconcini per il sapone da produrre e da destinare alle strutture alberghiere del territorio; il terzo, parla invece di pulizia e smaltimento pannelli fotovoltaici”;

– il 1 gennaio 2012, dopo il fallimento del secondo piano industriale, HDS avvia un nuovo ramo d’azienda, l’HDS Green Energy, controllata al 100per cento da HDS spa, con il quale pensa di risolvere il problema del ricollocamento dei lavoratori operanti precedentemente nella BAT Italia;

– sempre da fonti giornalistiche si legge che “allo start up ci ha pensato in buona parte BAT Italia, garantendo ad HDS risorse […] e a chiedere all’azienda amministrata da Alessandro Paoletti dove fosse andato a finire il ‘milione di euro’ ricevuto da BAT furono proprio i lavoratori nel bollente tavolo alla Provincia del 17 febbraio 2012”. Nella stessa sede sembrerebbe che HDS abbia riferito, durante l’incontro, di avere un piano industriale, ma non le commesse per metterlo in atto;

– il 9 marzo 2012 presso la Provincia di Lecce l’azienda HDS, dopo aver presentato due differenti piani industriali, comunicava di aver acquisito un nuovo ventaglio di partner ed a pag. 19 del terzo piano industriale, come riporta la stampa locale si legge “Commesse acquisite:  Beghelli spa, GSF Capital e Espe”. Ed accanto al cliente Espe sono anche indicate “le collocazioni dei lotti, nonché la data di inizio dei lavori”;
– il 23 maggio scorso i dipendenti dell’azienda HDS, sembrerebbe a seguito di ritardi nei pagamenti, hanno manifestato il loro disappunto improvvisando un’assemblea spontanea;

– qualche giorno addietro HDS ha annunciato il licenziamento collettivo dei lavoratori e la conseguente richiesta di messa in mobilità per i 22 dipendenti. La causa, come riportato il 17 giugno scorso dalla testata il Nuovo Quotidiano di Puglia “sembrerebbe dovuta all’interruzione delle commesse a seguito delle proteste dei lavoratori”;

CONDIVIDI