“Non c’è alcuna elucubrazione dettata dal fervore della campagna elettorale. Piuttosto, su Belloluogo la stranezza sta nel fatto che il Comune di Lecce incarichi una società privata per svolgere le analisi, volutamente ignorando le conclusioni di Arpa e Asl, prendendo così le distanze dalla procura”.

È Carlo Salvemini ad andarci giù duro su parco di Belloluogo, dopo la conferenza stampa che il primo cittadino, Paolo Perrone, ha convocato per rendere noti i risultati sulle acque di falda dell’area. Valori che sarebbero tutti nella norma, tranne il Pcb, un cancerogeno, ritrovato in misura dieci volte superiore. “Quelle analisi non indagano altre sostanze significative, perchè commissionate da un agronomo- incalza il consigliere comunale di opposizione-. Pertanto, ad esempio, non rilevano la presenza di MTBE, utilizzato per sostituire il piombo nella benzina. E, inoltre, non specificano da quali pozzi i prelievi siano stati effettuati”. La vicinanza alle cisterne ex Apisem, i depositi di idrocarburi di proprietà di Giovanni Semeraro, lo stesso patron del Lecce, non lasciano presupporre nulla di buono. Anche perchè le perizie della procura dimostrano chiaramente che la pendenza del terreno spinge gli inquinanti verso la falda sottostante l’area del parco pubblico fresco di inaugurazione. “Questo Perrone dovrebbe saperlo- ha continuato Salvemini- anche perchè è riportato testualmente nell’atto di citazione a giudizio in cui il Comune è parte offesa. Desta perplessità che, al contrario, ci si affretti a smentire le conclusioni ufficiali del pubblico ministero e che, anzi, si intraprenda un braccio di ferro politico con me”. Il leader di Lecce Bene Comune torna a ribadire la sua richiesta: integrare l’ordinanza sindacale con cui si inibisce il prelievo di acqua solo ai Fiorentino, proprietari dei terreni limitrofi, ed estendere il divieto anche all’utilizzo di quell’acqua di falda per innaffiare il parco. Il motivo è da ritrovare sempre nel fascicolo in cui il procuratore Ennio Cillo scrive che “le acque sono contaminate da sostanze idrocarburiche, quali idrocarburi, benzene, toluene, xileni etilbenzene, naftaline, Mtbe, rendendole non utilizzabili nè per usi potabili nè irrigui nè ad altro fine, nelle aree circostanti, attingendo, oltre alla proprietà Fiorentino, anche l’area dell’Università del Salento, destinata a cantiere edile di Studium 2000 per la realizzazione di opere di ateneo, nonchè in parte dell’area di Torre di Belloluogo”. Anche per questo era importante sapere da quali pozzi siano stati prelevati i campioni fatti analizzare nel laboratorio Ecolab, agli inizi di maggio. Ma c’è di più. L’udienza del procedimento penale a carico di Giovanni Semeraro è fissata nel 14 giugno, data entro la quale l’ente potrà costituirsi parte civile, come hanno già fatto Legambiente e la Provincia di Lecce. “Se non lo farà- lancia la frecciata Salvemini- Perrone dovrebbe spiegarci almeno il perchè, visto che le somme eventualmente derivanti dal risarcimento del danno potrebbero essere impiegate per la bonifica della zona”.

 

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