Contro lo sfruttamento degli immigrati, la chiave di volta sono le liste di prenotazione, che “la Provincia di Lecce deve spingere al maggiore utilizzo possibile, attraverso un’attività di sensibilizzazione”.

Su Masseria Boncuri e gli schiavi delle angurie, l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Dario Stefano, non ha dubbi, dopo il tavolo con i sindacati che si è avuto questo pomeriggio a Bari. “Siamo già in ritardo con le iniziative, a rimorchio su quelle del Comune di Nardò- continua-. Noi replicheremo l’esperienza dello scorso anno a livello di aiuti, ma anche Palazzo dei Celestini deve metterci del suo, visto che a quello fanno capo gli Uffici del Lavoro”. L’incontro segue e cerca di limare la Conferenza Provinciale, preceduta da una riunione tecnica di coordinamento delle Forze di Polizia, convocata ieri in Prefettura e a cui hanno partecipato l’assessore regionale alle Politiche per l’Immigrazione, Nicola Fratoianni, i vertici delle Forze dell’Ordine, l’assessore provinciale Salvatore Polimeno, il sindaco del Comune di Nardò, Marcello Risi,

nonché i rappresentanti della Direzione Territoriale del Lavoro, del Centro Impiego di Nardò, i sindacati e le associazioni datoriali del settore in questione. Insomma, per la raccolta delle produzioni ortofrutticole del Nord-Ovest della provincia di Lecce, si mira alla regolamentazione totale dei rapporti di lavoro stagionali, attraverso un’intensa attività informativa sia nei confronti delle imprese, che saranno convocate dalla Provincia di Lecce, sia nei confronti dei lavoratori prevalentemente extracomunitari, attraverso la predisposizione di opuscoli informativi da distribuire nei principali centri di aggregazione (Uffici della Questura, centri di accoglienza ecc.).

Ma c’è poi tutto il resto. C’è l’accoglienza. E sulla riapertura della masseria “Boncuri” non ci sono più dubbi, fermo restando che sarà riservata solo a chi è in regola con il permesso di soggiorno e sarà altresì subordinata all’iscrizione nelle liste di prenotazione. È per questo che il Prefetto Giuliana Perrotta ha richiesto che fosse allestito all’interno della masseria un punto informativo sulle modalità di impiego dei lavoratori, nonché previa intesa con gli altri organismi, dei corsi di lingua e di educazione civica come previsto dal contratto nazionale di integrazione.        Inoltre, è stata segnalata la necessità che il Centro debba essere dotato di un regolamento che disciplini gli accessi,  di un piano di sicurezza che tenga conto, tra le altre, del numero massimo di presenze che non dovrebbe essere superiore alle 150 unità, pari alla effettiva capienza della struttura in questione. E per incentivare l’adesione delle imprese agricole al protocollo, il Prefetto e l’Assessore Regionale hanno auspicato che, come previsto dal Protocollo di legalità sottoscritto con Confindustria, sia possibile creare anche nel settore dell’agricoltura una “white list” di tutte le aziende che decideranno di intraprendere un percorso di legalità.

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