Hanno formalizzato denuncia ai carabinieri, legando l’incidente mortale, verificatosi il 17 giugno sulla Santa Caterina- Nardò, ai tagli all’ospedale neretino. E ora il comitato di Salute Civica “Spes Civium” chiede alle forze dell’ordine di indagare sugli eventuali ritardi nei soccorsi.

“Dopo l’incidente- si legge nell’esposto- è stato immediatamente avvertito il servizio del 118, ma la prima autoambulanza, proveniente dall’Ospedale di Nardò, era non medicalizzata essendo presenti solo due operatori paramedici. Non poteva essere di alcun aiuto o beneficio, in quanto la diagnosi e la terapia spettano unicamente al medico. E’ passata oltre mezz’ora, fino a quando è poi arrivata la seconda autoambulanza, proveniente dall’Ospedale di Gallipoli, quest’ultima medicalizzata, con presenza di medico ed altri infermieri. Purtroppo, non c’era più nulla da fare, se non constatare il decesso”. Si chiede di accertare gli eventuali responsabili di eventuali illeciti penali e amministrativi. “Il Comitato sente il dovere di precisare che un centro popoloso ed importante come Nardò (secondo per popolazione della provincia di Lecce) non può essere privato immotivatamente di un servizio di pronto soccorso medicalizzato h24, anche in considerazione degli oltre 20 chilometri di costa di competenza, in cui è presente una notevole presenza turistica. A parere dello scrivente, è importante valutare se il soggetto deceduto a seguito del sinistro, essendo ancora in vita al momento dell’impatto, poteva essere salvato con un diverso, più razionale e tempestivo soccorso”.

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