Nuova aggressione ai danni degli agenti della polizia penitenziaria in servizio presso il carcere leccese di Borgo San Nicola. Ieri pomeriggio, due poliziotti, in servizio di piantonamento nel reparto speciale dell’ospedale Vito Fazzi, sono rimasti feriti da un detenuto barese andato improvvisamente in escandescenza.

Il detenuto, un trentenne originario di Barletta, avrebbe ad un certo punto iniziato, forse al culmine di una crisi, ad urlare e a distruggere, assestando violenti calci, le suppellettili ed i sanitari all’interno della cella, facendo accorrere due agenti della polizia penitenziaria. Il 30enne, infatti, avrebbe potuto ferirsi con gli oggetti che aveva mandato in frantumi. Il pericolo è stato scongiurato dal pronto intervento dei due poliziotti che, tuttavia, hanno pagato sulla loro pelle l’ira improvvisa del detenuto barlettano, già in terapia psichiatrica e protagonista di altri disordini nel penitenziario leccese.
Non senza fatica, gli agenti sono riusciti a contenere la furia del 30enne, poi trasferito in una cella diversa, poiché la sua era diventata inabitabile.
I due agenti feriti sono poi stati medicati dal personale del pronto soccorso, che ha diagnosticato loro ferite superficiali e contusioni, giudicate guaribili dai 10 ai 15 giorni.
Sull’episodio è intervenuto l’Osapp, il sindacato di polizia penitenziaria, per voce del segretario generale nazionale Domenico Mastrulli: “purtroppo si continuano a registrare nelle periferie continui episodi di aggressioni gratuite nei confronti della polizia penitenziaria, rendendo abbastanza evidente la grave situazione di carenza di personale che fa da contraltare al sovraffollamento nelle carceri”.
Il segretario generale nazionale dell’Osapp ha espresso solidarietà ai due feriti, sollecitando “i vertici dipartimentali a prendere urgenti soluzioni volte a risolvere i gravi problemi di sicurezza che oramai attanagliano la casa circondariale di Lecce (che ospita 1375 detenuti contro una capienza regolamentare di 650 posti letto), ma anche i restanti penitenziari pugliesi, a quota 4mila e 500 detenuti, rispetto a quella regolare di 2mila e 450 posti letto”.
“Il personale di polizia penitenziaria, sebbene in sotto organico – conclude  Mastrulli – svolge con abnegazione, sacrificio istituzionale e senso del dovere le proprie mansioni Istituzionali, nonostante il nucleo traduzioni e piantonamenti, oltre a registrare una carenza di circa quaranta unità rispetto alla sua costituzione, poiché ne erano previste 150 ma attualmente sono circa 110, lavora con mezzi obsoleti e logorati, non degni di un corpo di polizia”.

 

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