Due nuove occasioni per un’incursione nella cultura grazie alla rassegna “La sera andiamo al Museo”. La prima, domenica 3 giugno, alle ore 20, nell’auditorium del Museo provinciale “Sigismondo Castromediano” a Lecce, con il programma di “Pittura sonora.

Suoni e immagini del Barocco”, appuntamento che “sposa” musica e arte. L’altra, lunedì 4 giugno, alle ore 20, con la nuova panoramica sulla Turchia grazie all’incontro “I grandi monumenti romani in Anatolia”.

“Pittura sonora. Suoni e immagini del Barocco” è un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Conservatorio di Musica Tito Schipa di Lecce – Corso di Canto Rinascimentale e Barocco, e con l’Istituto di Cultura musicale “J.S. Bach” di Tricase e rientra anche nell’ambito della XII edizione di “Al Museo con la musica”.

Per la parte che riguarda l’arte, l’archeologa Anna Lucia Tempesta presenterà “La Menade danzante su un cratere a campana da Rudiae”, il vaso che faceva parte di un ricco corredo funerario ormai disperso, rinvenuto a Rudiae nel secolo scorso, ed è entrato nel patrimonio della Provincia di Lecce negli ultimi anni dell’800, per volontà del primo direttore del Museo, il Duca Sigismondo Castromediano.

“Il cratere costituisce un piccolo capolavoro della ceramica sovradipinta, detta anche ceramica di gnathia (da Egnathia, luogo dei primi rinvenimenti), una maniera nuova e particolare di decorare i vasi antichi nella quale erano specializzate le botteghe apule e tarantine tra la fine del IV e il primo venticinquennio del III secolo a.C.”, spiega l’esperta. “Sul cratere è raffigurata, tra una esuberante decorazione di tralci e grappoli d’uva, una menade, vale a dire una delle donne che celebrano il dio del vino, Dioniso, sempre presente assieme ai satiri ed ai sileni, nei tanto discussi thiasoi (i cortei) dionisiaci, le feste notturne con musiche assordanti, danze vorticose, orge e grande consumo di vino che si svolgevano nei boschi in onore di Dioniso”.

“Un particolare interessante, soprattutto per i salentini, è costituito dallo strumento a percussione che la menade tiene in mano: é un tympanon, vale a dire un tamburello, forse l’unico strumento musicale che sembrerebbe sopravvissuto praticamente identico sino a noi”, conclude.

A seguire, il concerto dal titolo “I lieti giorni di Napoli. Concertini Italiani in Aria Spagnola e Amphiteatrum angelicum” di Girolamo Melcarne da Montesardo, con i soprani: Antonella Alemanno, Giusy De Carlo, Giusy De Giuseppe, Stefania Patavia, Antonella Scialpi, Valeria Marciano, Antonella Russo, Fernarda Rizzo, i sopranisti: Salvatore Saracino, Giuseppe Tafuri, il contralto Irene Simone, il basso Leonardo Pispico, mentre al flauto a becco sarà impegnato Gianluca Milanese, alla tiorba e chitarra battente Maria Grazia Chiarito, alla viola da gamba Maurizio Ria e al virginale Francesco Scarcella.

Questo il programma di sala: per l’opera Concertini Italiani in Aria Spagnuola, Andiam’a i font’a i prati; Alm’afflitta che fai?; Le vaghe Ninfe; Vezzosetta Pastorella; per l’opera Amphiteatrum angelicum, Decantabat populus; Quam pulchra es  Magnus Dominus; Plaudant nunc organis; Quem vidistis pastores; Sperent in te; Cantemus Domino; Haec dies quam fecit Dominus.

Lunedì 4 giugno, ore 20, invece, sarà la volta dell’incontro sul tema “I grandi monumenti romani in Anatolia” a cura di Tommaso Ismaelli, ricercatore del Cnr- Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali di Lecce.

L’iniziativa, inserita nella sezione “Turchia: Mediterraneo” della rassegna “La sera andiamo al Museo”, è realizzata in collaborazione con l’associazione “Vivere Lecce”. “Ancora oggi le città greco-romane della Turchia colpiscono il visitatore per le loro straordinarie architetture, eccezionalmente ben conservate. Il carattere monumentale dell’edilizia pubblica di questi centri costituiva, anche per i loro antichi abitanti, un aspetto fondamentale dell’esperienza del vivere in città. Attraverso alcuni casi esemplificativi, le grandi architetture delle città d’Asia Minore vengono illustrate come parte fondamentale di un dialogo tra cittadini, comunità locali ed autorità centrali, ancora oggi attuale”, spiega Tommaso Ismaelli.

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