Foto Antonio CastelluzzoIl presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha convocato per lunedi’ 4 giugno i sindacati accogliendo ”con favore” la richiesta avanzata di una ”sede stabile di concertazione”.

”Per il governo regionale – spiega il governatore – si tratta di occasioni rilevanti di approfondimento della fase economico-sociale, di monitoraggio degli strumenti messi in campo, di verifica puntuale degli obiettivi stabiliti in sede di concertazione. La vigilanza critica delle forze sociali sul lavoro del governo rappresenta un valore aggiunto per la maturazione di scelte all’altezza della crisi. Ogni suggerimento concreto e ogni stimolo puntuale non potranno che essere i benvenuti”. In una missiva indirizzata al presidente Vendola i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil di Puglia, pur ribadendo la comunanza di visione rispetto al fatto che ”la crisi sta accentuando i suoi effetti sulla Puglia ed in particolare nei confronti dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese” cosi’ come ”sulla necessita’ di interventi piu’ rapidi ed efficaci che contribuissero ad allentare la forte pressione sul sistema produttivo e sui cittadini”, avevano stigmatizzato ”un insufficiente avanzamento nella ricerca di soluzioni, anche nell’attuazione delle decisioni concordate”.
Pertanto Giovanni Forte, Giulio Colecchia e Aldo Pugliese ritengono ”necessaria ed urgente la convocazione della ‘sede stabile del coordinamento’ al fine di approfondire in maniera prioritaria le questioni relative alle politiche di bilancio e alle prossime variazioni, nonche’ alla revisione della spesa pubblica della Regione e delle Aziende partecipate, al fine di ottenere un quadro certo delle risorse a disposizione per sostenere la crescita e le politiche di welfare e di sostegno al reddito”. La richiesta del Sindacato e’ motivata con l’esigenza di ”costruire momenti di confronto di merito, con il coinvolgimento degli assessori interessati, in materia di opere pubbliche esteso alle stazioni appaltanti, della politica industriale (distretti, contratti di programma, ecc), mobilita’ e logistica, ambiente (ciclo integrale dei rifiuti, bonifiche dei territori, piano energetico ambientale regionale), piano per la salute ed integrazione socio-sanitaria, verifica delle disponibilita’ finanziarie e della spesa del Fondo Sociale Europeo”. In conclusione non manca un accenno all’annunciato ‘disegno riformatore’ sui servizi pubblici locali (che dovrebbe essere varato entro il prossimo 30 giugno) per il quale i sindacati auspicano ”che se ne possa discutere in maniera preventiva a partire dalle ricadute sul piano occupazionale e della qualita’ ed efficienza dei servizi”.