Foto Antonio CastelluzzoChiuse le indagini preliminari a carico di Stefano Manisco, 47enne di Galatone, arrestato il 9 febbraio scorso quando i finanzieri gli consegnarono un pacco contenente 500 millilitri di gbl, la cosiddetta droga dello stupro.

Dopo la consulenza che ha accertato come il quantitativo di stupefacente fosse tale da non poter far presupporre un uso personale della sostanza, il sostituto procuratore Stefania Mininni ha chiuso il fascicolo d’indagine. Ora l’indagato, difeso dall’avvocato Alessandro Stomeo, ha venti giorni a sua disposizione per chiedere di essree interrogato o per presentare memorie difensive. L’arresto scattò dopo un’indagine condotta dal Gruppo Operativo Antidroga della Guardia di Finanza di Lecce, informata dai colleghi di Milano, che un pacco contenente la peicolosa sostanza stava per raggiungere la cittadina di Galatone. Così suonarono a casa di Manisco fingendosi corrieri e comunicando di dover consegnare un plico. Lui, ignaro di trocarsi davanti alle fiamme gialle, scese per firmare una bolla di consegna, ammettendo di essere in attesa di quell’involucro e dichiarando, in tal modo, senza saperlo la propria colpevolezza. Il pacco tanto atteso conteneva 500 milliltri di Gbl, una quantità che al 47enne sarebbe costata 200 euro circa. Sul mercato, invece, avrebbe potuto moltiplicarsi in un migliaio di dosi.

 

Christian Petrelli

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