Condannata a quattro anni di carcere con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. E’ la pena inflitta, in abbreviato, nei confronti di Roberta Candido, 30enne leccese dal gup Vincenzo Gallo.

Il pubblico ministero Antonio De Donno aveva invocato cinque anni di carcere. L’episodio, per il quale la Candido è finita sotto processo, risale allo scorso 15 luglio del 2010. Nonostante la giovane fosse sottoposta alla misura degli arresti domiciliari, gli investigatori trovarono all’interno della sua abitazione circa 13 grammi di marijuana e per la Candido scattarono le manette. Il giudice ha anche ravvisato la recidiva specifica della donna ora confinata ai domiciliari. La Candido era assistita dall’avvocato Luigi Rella che aveva invocato il minimo della pena.

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