Michele Emiliano, sabato sarà al congresso dell’Idv, che si terrà a Bari, nella Villa Romanazzi Carducci, in compagnia del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e del primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando.

«Non si può fare a meno di Di Pietro», Emiliano ripete questo concetto durante le sue interviste.
Il sindaco barese vuole puntare su personalità forti, non legate ai vecchi schemi di partito, per dare risposte alle persone: «I ‘grillini’ a Bari sono deboli perché ci sono io che faccio il grillino».
Il sindaco di Bari suggerisce la strada a Bersani: coinvolgimento di tutte le forze, dai radicali all’Udc, senza esclusioni, attorno a un programma condiviso, proprio com’è avvenuto nel capoluogo pugliese.
Incontriamo il sindaco a Palazzo di Città, mentre saluta la delegazione e il primo cittadino di Scorrano, giunti nel capoluogo pugliese per lanciare l’idea dell’anagrafe delle feste patronali e per annunciare la partecipazione del Comune di Bari alla festa di Santa Domenica, il 5 luglio.C’è anche l’ex sindaco Mario Pendinelli, un centrista che da sempre guarda con ammirazione all’ ‘Emiliano pensiero’.

Sindaco, presentando un’idea di valorizzazione delle feste patronali, lei guarda al Salento e ai suoi sindaci: c’è voglia di creare, attraverso le idee e i programmi, nuove sinergie politiche in vista delle regionali?

«Voglio che la Regione riconosca un settore straordinario, capace di trainare l’economia della Puglia. Si pensi ai quattro giorni di festeggiamenti nella città di Bari: costano moltissimo, ma portano in città un numero enorme di turisti stranieri e non solo. Anche Santa Domenica, a Scorrano, è un evento straordinario che muove l’economia turistica e che rappresenta una grande opportunità per tutta la Puglia: dobbiamo riconoscere il patrimonio delle tradizioni gastronomiche, delle luminarie, delle bande musicali e dei fuochi pirotecnici. Non esiste ancora un albo delle feste patronali e nemmeno un coordinamento: possiamo fare tante cose, a costo zero, per coordinarci e valorizzare questo patrimonio. Il 5 luglio sarò a Scorrano, il Comune di Bari è stato invitato, darò il via all’accensione delle luminarie. Bari, come città capoluogo, ha il compito di promuovere la Puglia. Io voglio ripartire dai sindaci, dai leader di territorio, che però devono essere coordinati. Se qualcuno ci vede una mossa politica dietro quest’iniziativa, è libero di farlo: stiamo proponendo solo qualcosa di buono».

È vero quello che dicono i giornali: in Puglia si lavora per la ricomposizione della foto di Vasto? Anche Vendola alza la voce per dire che l’accordo Pd-Udc, senza l’Idv, non piace a Sel. Per questo motivo anche lei darà un segnale al congresso barese dell’Idv?

«Sabato si svolgerà un evento politico di livello nazionale e spero che possa essere utile al Paese. L’Idv non può essere escluso da una coalizione di centrosinistra».

Lo ha spiegato a Bersani? Di recente anche Cacciari, ai nostri microfoni, ha dichiarato che con Di Pietro e Vendola non si va da nessuna parte.

«Io, quando faccio una campagna elettorale, agisco diversamente: metto su un progetto e lo faccio con quante più persone è possibile, senza rinunciare all’aiuto di nessuno. Questo direi a Bersani: non si rinuncia all’aiuto di nessuno, tanto più, oggi, in un momento in cui non sarà facile vincere le elezioni. Se qualcuno crede di avere la vittoria già in tasca, si sbaglia di grosso: se il centrosinistra crede di aver già vinto, allora rischia di perdere. Io ricordo nelle mie ultime elezioni comunali che il centrodestra pensava di aver già vinto, perché a gennaio eravamo 12 punti sotto e poi abbiamo vinto al ballottaggio con 20 punti di scarto. Quindi, il Pd non deve pensare di aver vinto le elezioni, deve sudare e vincere coinvolgendo tante forze e tanti italiani, per avere una maggioranza tanto ampia da poter governare stabilmente per cinque anni. Vedo di buon occhio l’apertura all’Udc, ma non si può escludere nessun elemento dell’ala di sinistra».

Siamo alla solita vexata quaestio: come faranno a stare insieme Di Pietro e Casini in un ipotetico governo? “Che c’azzeccano”?

«Quando composi la prima coalizione per il governo della città di Bari dissi a tutti: noi mettiamo a punto un programma, facciamo un progetto e poi chi ci sta ci sta. Se non ci sta l’Udc è un problema suo. Giustamente è il Partito Democratico che deve scegliere chi deve far parte della sua coalizione. Inoltre, ho l’impressione che se rinunciamo a una parte della coalizione del centrosinistra avremmo una spaccatura e la divisione ci porterebbe a una sconfitta certa».

Bersani, alla fine, lancia la grande idea delle liste civiche con Saviano e con le donne del movimento “Se non ora quando?”: alla fine le ha dato ragione, visto che l’idea della grande lista civica è stata una sua intuizione.

«Che le devo dire? Io spesso ho ragione, ma il Pd se ne accorge con un anno di ritardo».

A che punto è con la sua lista civica regionale? Sappiamo che ci saranno molti salentini dentro. Si parla anche di transfughidel Pd, o dell’Idv, come Gianfreda, e di altri dell’Udc e del centrodestra.

«La lista regionale fa parte di quello che accade tutti i giorni: ho relazioni bellissime, straordinarie in tutta la Puglia. Conosco centinaia di sindaci, ho ottimi rapporti con tutti, a destra e a sinistra».

Cercherà di metterli tutti dentro?

«I sindaci sono centrali: con loro posso cambiare le sorti della battaglia. Purtroppo, in questi anni, la Regione ha governato senza i sindaci, qualche volta anche mortificandoli. Io credo che questo sia stato un errore, che dura da quando c’era Fitto al governo, e che Vendola non è riuscito a invertire».

Insomma, lei sta scaldando i motori già per la competizione regionale: sta iniziando a muoversi tanto anche nel Salento. Possiamo dire che la sua campagna elettorale è iniziata?

«No, io posso solo dire che quando mi hanno chiesto di fare qualcosa, io sono stato sempre pronto. Sono nato pronto, a me non ha regalato mai niente nessuno: mi sono conquistato tutto con il lavoro, la fatica e con un numero enorme di amici che mi hanno aiutato nel fare le cose. Se, invece, qualcuno, per fare le cose cerca l’aiuto delle lobby, della massoneria, di un giornale, di questo o di quell’altro gruppo, normalmente va a finire male».

Non pensa che potrebbe avere un peso eccessivamente negativo sull’immagine del centrosinistra il ciclone giudiziario che si è abbattuto sulla giunta Vendola. Non crede che la sua immagine potrebbe essere stata danneggiata dalle indiscrezioni trapelate sui suoi rapporti con alcuni imprenditori?

«La mia immagine non sarà intaccata. La questione famosa delle cozze e del pesce nella vasca da bagno è una cosa che fa ridere tutti quelli che sanno che qualunque sindaco d’Italia, a Natale, riceve regali di cibo: è una cosa che succede comunemente. Peraltro, in questo caso, il regalo veniva da miei amici di partito, cioè persone con le quali abbiamo vissuto una vita. Se poi queste persone hanno commesso degli errori, questo è un problema loro».

Crede che Vendola avrebbe dovuto dare le dimissioni, per coerenza, una volta indagato?

«Non sono l’avvocato di Nichi Vendola e non credo che mi debba interessare la questione».

Neanche dal punto di vista politico?

«Quando una persona è in buona fede, deve proseguire il suo lavoro».

Il 5 luglio sono state convocate tutte le associazioni per parlare del Gaypride che potrebbe svolgersi a Bari nel 2013. Tematiche difficili da digerire per l’Udc, non crede?

«Non credo, io ho l’Udc nella mia amministrazione e abbiamo realizzato tutte le richieste del Forum famiglie, ma abbiamo anche realizzato i registri delle unioni civili. Ha grande importanza la famiglia, intesa nel ruolo tradizionale, come anche la convivenza duratura, di almeno tre anni».

Eliana Degennaro

 

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