Non hanno neppure iniziato l’attività e sono già licenziati. È la sorte dei 22 operai ex Bat che avrebbero dovuto essere ricollocati in una delle tre società individuate per la riconversione della manifattura tabacchi di Lecce.

È di ieri, infatti, la comunicazione dell’azienda dell’attivazione della procedura di licenziamento collettivo e collocamento del personale nelle liste di mobilità, provvedimento che “risulta inevitabile e non ulteriormente differibile considerato che la interruzione dei servizi da parte nelle nostre committenti è a tempo indeterminato e l’azienda non può impegnare le suddette unità lavorative in altre attività”. I 22 operai verranno collocati in mobilità entro la fine di giugno e già martedì è convocato il tavolo in Confidustria per sottoscrivere l’accesso all’ammortizzatore sociale. Non ci stanno, tuttavia, le organizzazioni sindacali, che lunedì incontreranno il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone. “E’ Bat che ha individuato queste imprese, avrebbe dovuto garantire per loro, deve farlo”, tuona Vito Perrone della Cisal. Il rischio, infatti, è che se questo è l’andazzo, potrebbe coinvolgere anche gli altri due gruppi industriali sponsorizzati dalla British American Tobacco prima di tagliare la corda e andare all’estero, un anno fa. Le commesse stentano a decollare non solo per Hds, che avrebbe dovuto occuparsi di manutenzione di impianti fotovoltaici, ma anche per Iacobucci, che si occupa di componentistica per aerei, e Korus, che invece produce profilati in alluminio.

 

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