Manuele Braj ”era un ragazzo animato non dall’egoismo, dalla sete di potere, ma dal desiderio di aiutare e dalla fede di servire i piu’ deboli”. Cosi’ l’ordinario militare, mons.Vincenzo Pelvi, ha ricordato il carabiniere scelto Manuele Braj, ucciso in Afghanistan durante i funerali solenni alla basilica

di Santa Maria degli Angeli. ”Bisogna – ha proseguito mons. Pelvi – continuare a costruire la pace anche quando un razzo uccide un innocente che era li’ proprio per addestrare gli afghani a difendersi”. In prima fila, assiste alla cerimonia anche il figlio di Braj, il piccolo Manuel, di soli 8 mesi, in braccio alla madre Federica che stringe tra le mani un’immagine del marito ucciso.
Tra le autorita’, ci sono i ministri della Difesa e del Lavoro, Giampaolo Di Paola ed Elsa Fornero, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, il Comandante Generale dell’Arma, Leonardo Gallittelli e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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