Foto Jessica NiglioMancano poche ore. Il sindaco Perrone sta riflettendo sugli ultimi dettagli e poi dovrebbe essere tutto pronto per annunciare i nomi della sua nuova squadra. C’è ancora chi lotta strenuamente per cercare di far cambiare idea al primo cittadino di Lecce.

Tutto sembra già deciso: prima di far sapere i nomi alla stampa, Perrone aspetterà la proclamazione dei consiglieri eletti, che avverrà il 15 giugno.
Per quanto riguarda le quote rosa, sembra che tutto sia tornato come prima: sfumata l’ipotesi della scelta di un tecnico, una donna che non avesse partecipato alla competizione elettorale, torna in campo l’ipotesi Giordana Guerrieri alle Politiche Sociali e Pari Opportunità. Il sacrificio lo farà la lista di Marti, ‘Grande Lecce’: si è tenuta nelle scorse ore una riunione riservatissima tra i vincitori e il sindaco. Paolo Perrone ha chiesto un grande sacrificio a Pasqualini e a Montinaro, ma entrambi non hanno digerito il colpo. Il consigliere comunale riconfermato, arrivato al secondo posto con la ‘Grande Lecce’, ambiva a un assessorato, dopo aver dato una mano quando, non molto tempo fa, la poltrona del sindaco scricchiolava. Per loro resta la speranza di un premio di consolazione in qualche partecipata.
Anche il nodo vicesindaco sembra risolto: è bastato fare ricorso alla logica dei numeri per darla vinta a Gaetano Messuti, che dovrebbe conservare la delega ai Lavori Pubblici. Martini avrà in mano l’Urbanistica perché il sindaco non sembra intenzionato a fare grandi cambiamenti negli assessorati chiave, proprio per dare continuità al lavoro già intrapreso: ecco perché, pur turandosi il naso, Monosi resterà ai Tributi.
Ma il Pdl vuole il quinto assessorato: anche questa rivendicazione è basata sulla logica dei voti presi. In altre parole, ogni due consiglieri sarebbe logico avere un assessore. Inguscio si sente tradito: gli accordi elettorali prevedevano un assessorato anche per lui, visto il risultato raggiunto e la scelta di abbandonare l’Udc, ma rimarrà a bocca asciutta. Insomma, tutto il Pdl chiede di non essere sacrificato, visto il risultato unico in Italia: ma tolto l’assessorato alla Regione Salento, il sindaco dovrà darlo a tutte le altre liste.
Poi c’è da risolvere anche una querelle interna: chi ha preso più voti non accetta che si dia un assessorato a uno dei mantovaniani, Gigi Coclite(dovrebbe avere la delega al Turismo o alla Cultura) che si avvicenderà, dopo due anni e mezzo, con Pierpaolo Signore.
Anche Aldo Aloisi scalpita: la sua candidata, Nunzia Brandi, ha preso più del doppio dei voti della Guerrieri, pur non essendo stata eletta, e rivendica un posto in giunta, in virtù del regolamento sulle quote rosa, ma è probabile che il sindaco la consoli con la guida della Sgm. D’Autilia rimane all’Alba Service, Tondo all’Asi, Fiorino Greco dovrebbe avere il Contenzioso, ma, in realtà, il fisiatra leccese potrebbe restare a bocca asciutta per consentire al sindaco di avere in giunta un uomo della corrente mantovaniana.
Con gli alleati i giochi sembrano già fatti: intoccabile l’assessorato alle Politiche giovanili per Delli Noci, di Fli, con una probabile delega anche alle Politiche comunitarie, mentre ad Alfredo Pagliaro, in quota Regione Salento, toccherà la Presidenza del Consiglio; Luciano Battista, invece, sembra essersi già assicurato la delega alla Polizia municipale, grazie all’intervento di Adriana Poli Bortone: sfuma così la possibilità per Francesca Mariano di entrare in giunta.
La Puglia Prima di Tutto avrà un assessore, Paolo Cairo, che torna in Consiglio per la terza volta di seguito: Ciardo dovrà farsene una ragione, anche se ha preso qualche voto in più.
I giochi sembrano fatti, anche se qualcuno non si dà per vinto e proverà in queste ore a cambiare le carte in tavola rivolgendosi a Fitto: del resto, le sorprese in politica non finiscono mai.

Alberto Capraro



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