foto C. PedeIstituito nel 1998, traendo origine dal premio “Andrea Alesini di Cittadinanzattiva nazionale, il premio promosso da Asl Lecce e Cittadinanzattiva Puglia è una forma di tutela dei diritti fondamentali che lo stesso Tribunale del malato fa fatica a tutelare. La prima edizione è del 2000, per la quinta edizione, nel 2010, il premio è stato istituzionalizzato dalla Asl di Lecce e ha preso il nome di “Umanizzazione Buone Pratiche in Sanità”. Oggi, per il sesto appuntamento, presenti le massime autorità civili, militari e religiose territoriali

Generosità, umanità e disponibilità sono gli imperativi che fanno di un operatore medico il “prescelto” ad essere insignito del premio su decisione degli stessi ammalati. “Non premiamo i più bravi né i meno bravi – ha dichiarato il direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone presso il Polo Oncologico del presidio ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce – ma coloro i quali sono scelti dagli stessi ammalati attraverso il Tribunale dei diritti del malato, come i portatori di umanità nelle cure, oltre le normali pratiche mediche”. Operatori dal volto umano che portano valore aggiunto alla sanità, soprattutto in un momento di crisi generale dove anche le pratiche mediche subiscono un inarrestabile cambiamento sotto il profilo della garanzia assistenziale.

Per la sesta edizione del premio era prevista la presenza del Ministro  della Salute Renato Balduzzi, trattenuto a Roma da un impegno così come per il governatore Nichi Vendola impegnato nella seduta di Consiglio regionale. Presente Anna Maria De Filippi, presidente del Tribunale dei diritti del malato di Casarano che si pone a tutela del rispetto dei 14 diritti previsti dal protocollo nazionale sul servizio sanitario: diritto al rispetto del proprio tempo; diritto a ricevere informazione e documentazione sanitaria sulla propria salute; diritto alla sicurezza nell’accesso ai servizi sanitari; diritto alla protezione, quando si è in una condizione di debolezza; diritto alla certezza del trattamento nel tempo e nello spazio; diritto a vedersi trattato come soggetto degno di fiducia; diritto alla qualità; diritto al riconoscimento delle differenze di sesso, età, cultura, religione, ecc; diritto alla normalità, ossia a non vedere alterate le proprie abitudini di vita; diritto al sostegno della famiglia che assiste un malato; diritto a concorrere alle decisioni in merito alla propria salute; diritto al volontariato, all’assistenza da parte dei soggetti non profit e alla partecipazione; diritto al futuro, ossia a vivere dignitosamente l’ultimo periodo della propria vita; diritto alla riparazione dei torti in tempi brevi e in giusta misura. foto C. Pede

Oltre alla sede di Casarano, altri sei centri sono dislocati nel Salento presso i distretti di Gallipoli, Maglie, Lecce, Galatina, Capi Salentina e Copertino.

Gli insigniti al premio: Agnese Antonaci dell’ospedale di Casarano, Piero Caprio ed equipe dell’ospedale di Copertino, Salvatore Caputo presidente Midu Sport Handicap, Antonio Andrea del DDS di Gagliano del Capo, Massimo Ciliberti MMG di Casarano, Roberto De  Masi ed equipe dell’ospedale di Casarano, Nicola di Renzo ospedale di Lecce, Gaetano Di Rienzo ed equipe ospedale di Lecce, Silvano Fracella ospedale di Lecce, Francesco Gerbino MMg Gallipoli, sono stati premiati dalle autorità presenti. Un premio speciale è andato al regista Edoardo Winspeare per la realizzazione di un documentari nell’ambito del progetto “Coppula tisa” in cui si è occupato dell’inquinamento conseguente alle discariche abusive.

Testimonial, non presente, del premio edizione 2012, la cantante salentina Alessandra Amoroso.

 

 

 

 

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