Fernando Orsini“Prima ed ultima uscita pubblica per i coniugi Bassi che vogliono ringraziare quanti sono stati vicini al loro dolore”. Il presidente del Consiglio, Fernando Orsini, ha così aperto l’incontro con la stampa presso l’aula consiliare del comune di Mesagne

 

Per la prima volta insieme in pubblico, Rita Muri e Massimo Bassi, mamma e papà di Melissa la giovane vittima della strage di Brindisi, hanno fortemente voluto l’incontro con la stampa e per tramite di questa ringraziare tutti coloro i quali gli sono stati vicini nella tragedia che li ha colpiti. A sostenerli c’era il sindaco di Mesagne Franco Scoditti e il presidente del Consiglio, nonché legale rappresentante della famiglia Bassi, l’avvocato Orsini. In premessa Orsini si è complimentato con la stampa presente per la correttezza finora dimostrata nel divulgare le notizie di un caso tanto delicato e ha raccomandato sobrietà nelle domande da porre ai genitori di Melissa ancora storditi dal dolore.

Mamma Rita, reduce da una lunga degenza in ospedale, non ha parlato, si è affidata alle parole dell’avvocato Orsini. Pallida e smagrita, dal fisico esile e con in viso i segni evidenti del dolore che l’ha provata, ha tenuto la testa china verso il basso e gli occhi nascosti dietro a dei grandi occhiali da sole scuri, ha voluto essere al fianco del marito in quellamamma Rita che hanno dichiarato sarà “la prima e ultima uscita pubblica”. Papà Massimo, affranto come lo hanno visto in tanti ai funerali della sua Melissa, ha cominciato timidamente e con un “grazie” a manifestare il suo pensiero. Grazie a cominciare dalla sua comunità, Mesagne, che gli è stata tanto vicina, dalle cariche istituzionali, alle forze dell’ordine, ai compaesani. E un grazie speciale alla moglie Rita, divenuta ormai il suo unico sostegno e ragione di vita e con la quale condivide un dolore immenso. Ha ringraziato infine la stampa e come unica dichiarazione ha rivolto il suo pensiero all’autore reo-confesso della strage: “non è un padre, ha distrutto la mia famiglia e anche la sua, non è degno di essere un padre, non riesco neanche a definirlo. Immagino in questi venti giorni che sono trascorsi dal giorno in cui ha agito uccidendo Melissa, quante volte ha passato dei momenti con le sue figlie, a pranzo o altro senza mai redimersi del suo gesto, allora penso che non è neanche un uomo, è il nulla, per me non esiste”.

papà MassimoNon riesce a pensare al perdono, Massimo Bassi, pensa solo ad un giustizia nella quale ha riposto profonda fiducia dal primo momento. Lo ha ricordato il presidente Orsini, raccontando che questa notte, all’una e 43 minuti, il sostituto procuratore di Brindisi Milto De Nozza, al termine dell’interrogatorio del fermato, ha chiamato Massimo per metterlo al corrente. Quasi un ricambio di cortesia per la visita che De Nozza ricevette dal papà di Melissa il quale confidava nell’operato delle forze dell’ordine. Oggi, alla luce di quanto avvenuto, Massimo Bassi è soddisfatto e spera in una pena esemplare, ma non nasconde la rabbia e la tentazione che in tanti hanno manifestato in queste ore di una giustizia della folla. Ha rivolto un pensiero ed un saluto anche ai genitori delle altre ragazze ferite, al papà di Veronica, la più grave delle 5, che è anche un suo amico ha detto di tenere duro e che spera di incontrarlo al più presto. A chi gli chiedeva se vuole sapere il perché del gesto, ha risposto che non ha senso un perché, né saperlo, tanto Melissa non tornerà più.

In serata, le rappresentanze istituzionali del comune di Mesagne, incontreranno le altre famiglie colpite, per comunicazioni tecniche in ordine ad iniziative del Comune e della Regione. Il Comune nell’ultimo Consiglio ha deliberato per lo stanziamento di una somma di 5 mila euro in buoni e servizi da ripartire tra le famiglie, mentre dalla Regione giungeranno 200mila euro.

Il presidente del Consiglio, ha inoltre confermato che il Comune si costituirà parte civile nel processo a carico dell’imputato, così come dichiarato anche dal sindaco di Brindisi Consales. “Mesagne e tutto il territorio ha subito un enorme danno, non solo in termini di vite umane ma anche di immagine distorta . Invito anzi quegli operatori della comunicazione lontani dal campo e seduti dietro le scrivanie a venire di persona e verificare l’onestà e la dignità che contraddistingue un paese del sud” ha dichiarato Orsini.

 

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