Si è incatenata davanti al municipio di Ugento, nell’indifferenza generale.  È la moglie  di un netturbino precario, tra i 19 lavoratori impegnati nella raccolta dei rifiuti.

“19 famiglie che vivono dignitosamente e riescono a pagare le bollette solo per pochi mesi all’anno”, dicono dal partito dei Comunisti italiani, che promette battaglia. “Non basta la pura solidarietà e la vicinanza a Tommaso Macagnino e a sua moglie, servono atti concreti- incalza il consigliere comunale Angelo Minenna-. Nella passata consiliatura sono stato firmatario di un importante Delibera di Consiglio, approvata all’unanimità, dove si impegnavano in Sindaco e la Giunta Comunale, in sede di nuovo appalto del servizio, a porre in essere ogni utile azione per la stabilizzazione del personale precario del cantiere raccolta RSU di Ugento. Si dia seguito a quel deliberato, senza aspettare. Il dramma di questa famiglia non può passare inosservato”. Nei prossimi giorni il PdCI presenterà delle deduzioni in proposito, indicando agli uffici comunali competenti le misure concrete da realizzarsi nei mesi prossimi per la stabilizzazione di almeno 16 di questi concittadini.

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