Gaetano Messuti (foto A. Castelluzzo)Gaetano Messuti, già assessore ai Lavori pubblici nel primo governo Perrone, è risultato alle amministrative dello scorso maggio, il più suffragato tra gli eletti al nuovo Consiglio comunale. In attesa di nomina ufficiale, abbiamo chiesto qualche indiscrezione sulla nuova Giunta e i suoi obiettivi

 

Per il numero dei voti che ha ricevuto le spetterebbe di diritto il posto più ambito di vicesindaco, è anche la sua aspirazione?

Nonostante il ruolo che ho ricoperto nella passata legislatura, in una postazione importante come l’assessorato ai Lavori pubblici, per l’aspettativa personale mi farebbe piacere essere il numero due di Palazzo Carafa, ma capisco anche le legittime aspettative delle altre componenti della coalizione che rivendicano il giusto “compenso” per l’appoggio durante le elezioni. Spero e mi auguro che la scelta del sindaco sia la più saggia possibile e che tenga tutti soddisfatti

Intanto le voci di corridoio attribuiscano a lei quel ruolo

Sarebbe un bel riconoscimento ma non resterei deluso se così non fosse

Invece quanto le farebbe piacere rimanere alla guida del suo assessorato?

Molto, d’altronde il risultato elettorale è anche il frutto del lavoro proficuo svolto in questi anni, un ruolo che ti espone quotidianamente alle richieste dei cittadini, dalle grandi opere per la città alla manutenzione ordinaria dei piccoli interventi urbani.

A proposito di grandi opere, quando ci sono delle progettazioni importanti, le critiche non mancano come nel caso del parcheggio che nascerà nella zona ex Massa. Come procedono i lavori?

Abbiamo risolto il problema che era nato a seguito dei ritrovamenti archeologici. Il lungo periodo che la sovrintendenza si è preso per l’attenta analisi e la valutazione del sito, hanno prodotto il giudizio di irrilevanza di reperti storici. L’intera area,  interessata dai lavori di costruzione di un parcheggio su tre livelli per cinquecento posti auto e di un’area commerciale, non intaccherà minimamente la memoria storica del passato

I lavori dunque proseguiranno così com’era nel progetto originale?

Sì, ci si trova davanti ad una grande opera anzi all’opera per eccellenza di architettura contemporanea che rimarrà per diversi decenni al servizio della città, però avevamo il timore della deturpazione del nostro patrimonio storico, eventualità scongiurata con il provvedimento della sovrintendenza, anzi penso che un contesto di architettura moderna si integrerà benissimo con il passato. I resti rinvenuti saranno musealizzati e la riproduzione delle fondamenta della vecchia chiesa di Santa Maria del Campo saranno messi in evidenza, un’integrazione tra vecchio e nuovo.

Mentre per Santa Croce come procedono i lavori?

Santa Croce non è un problema prettamente legato all’amministrazione ma alla Curia essendone patrimonio, il sindaco ha voluto essere partecipe a sostegno della Curia. Conseguentemente all’allarme sulla caduta di alcuni calcinacci, ha ritenuto farsi promotore del tavolo al quale hanno partecipato tutte le componenti istituzionali. Il ruolo dell’amministrazione è stato importantissimo, il sindaco in particolare è riuscito a coinvolgere la regione, e le altre istituzioni in un progetto comune di monitoraggio ma anche finanziamenti idonei alla salvaguardia del monumento per eccellenza di Lecce

Se lei sarà nominato assessore ai Lavori pubblici piuttosto che Ull’urbanistica o sarà il futuro vicesindaco, avrà sicuramente un problema da affrontare che riguarda la gestione delle spiagge e l’erosione costiera, particolarmente sentito in questi giorni di inizio estate, ci sono già delle iniziative che il comune intende adottare?

Il problema dell’erosione è stato già affrontato dalla nostra amministrazione con un progetto pilota a San Cataldo e per il quale mi sarei aspettato maggiori risultati, tuttavia a qualcosa è servito dal momento che la spiaggia è fruibile. Continuo però a sostenere, alla luce dell’esperienza che ho avuto, che l’azione non può essere delle singole municipalità ma in sinergia con tutti i comuni interessati. Capita infatti che nel tentativo di “aggiustare” una parte di costa si alteri l’equilibrio da un’altra parte. Non si può pensare a più progetti di intervento ma ad un unico che va da Brindisi a Santa Maria di Leuca.

L’assessore regionale Amati, un po’ di tempo fa invitò i comuni a fornire le progettazioni necessarie al ripristino e alla salvaguardia della fascia costiera, lei concorda sul metodo?

La considero più una provocazione. Sul tavolo dell’assessore Amati sono stati recapitati quattro progetti per un totale di spesa di ottocentomila euro, progetti realizzati in sinergia con l’Università di Lecce e che riguardavano Spiaggiabella, Torre Chianca, Casalabate e San Cataldo, tra l’altro immediatamente cantierabili come era suggerito da Amati. Ci siamo sottoposti anche all’analisi sulla valutazione del  problema dell’erosione facendo un distinguo tra provincia di Brindisi e provincia di Lecce e sottoscritto un protocollo d’intesa per tutta la provincia di Lecce , ma ad oggi quello che manca sono i fondi per qualsiasi forma di intervento.

Qual è secondo lei la forma più idonea?

Non voglio essere un catastrofista ma l’erosione è un fenomeno che esiste e non si arresta, in altre realtà è stato affrontato con i fondi regionali necessari ai ripascimenti periodici, annuali, con le dovute autorizzazioni. Il problema dei ripristino sabbioso sta infatti nelle autorizzazioni, se la regione si fa carico e l’idea del rinascimento rientra nell’ordinario progetto di manutenzione, sarà facile salvaguardare la stagione balneare per i villeggianti oltre ad essere un incentivo all’attività turistica

Lei è favorevole alle soluzioni tampone piuttosto che alle opere infrastrutturali come possono essere i frangiflutti?

Sono contrario a tutto ciò che è massificazione del mare

La prossima Giunta lavorerà al nuovo Piano Urbanistico?

E’ uno degli obiettivi dell’amministrazione e del programma elettorale del sindaco Perrone, penso anzi che debba essere il primo obiettivo, perché le nostre marine, dove negli ultimi decenni c’è stato un abusivismo selvaggio, hanno necessità di un Piano Urbanistico.

E la città?

Anche la città dove comunque l’abusivismo è stato scongiurato, si tratta più di stabilire le nuove aree in espansione

A oltre un mese dalle elezioni, la nuova Giunta non è ancora stata presentata, il sindaco ha dichiarato di voler ponderare bene la scelta della nuova squadra per evitare i “cambi” che ci sono stati negli scorsi anni e per non scontentare nessuno, mentre i soliti ben informati parlano di attesa di “ordini dall’alto”, secondo lei?

Il sindaco Perrone ha una storia di decisioni prese in autonomia, parlano i fatti, gli accadimenti e la sua passata amministrazione. Penso che la sintesi politica la stia svolgendo in prima persona e ritengo che lo stia facendo al meglio, anche se la valutazione va fatta sul campo e in corso d’opera. Abbiamo avuto una chiacchierata e nelle intensioni del sindaco c’è davvero quel che ha dichiarato, nonostante le percentuali di voto gli avrebbero consentito di prendere una decisione in pochi giorni. Sta affrontando la questione con grande senso di responsabilità per la funzione che svolge e per le forze politiche che lo hanno sostenuto nel raggiungimento del risultato elettorale.

 

 

 

 

 

 

 

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