Si svolgerà dal 29 giugno al 9 luglio 2012 la collettiva d’arte “Confinidarte”, nella prestigiosa Galleria “Spazio Aperto 107” situata  in un antico palazzo nel cuore di Ivrea. La rassegna è organizzata e curata da “L’Officina delle Parole” di Lecce di Pompea Vergaro, direttore editoriale, e Elisabetta Opasich, coordinatrice editoriale.

Al Vernissage, che avrà luogo domenica 1 luglio alle ore 18.00, interverrà il critico d’arte Pompea Vergaro che tratteggerà un breve percorso tra le opere degli artisti partecipanti. Coordinerà la serata Elisabetta Opasich.

L’esposizione è un progetto culturale dedicato ai  “Confini”, all’incontro di due realtà che segnano due luoghi fisicamente lontani che magicamente  l’Arte ha il privilegio di riunire.

Così in questi giorni di prima estate,  “Spazio Aperto 107”,  in via Arduino n. 107,  diventa il campo d’azione di un evento che intende vivere appieno i sentimenti legati al  rapporto tra il luogo che lo ha concepito e la città che lo accoglie: sud e nord: Salento e Ivrea.

Sei gli artisti che, con diciotto opere tra pittura  e scultura,  hanno fatto un lungo viaggio per narrare delle loro radici. Tre di loro si affacciano trepidanti, ma speranzosi,  al mondo dell’arte: Anna Lisa De Marianis, Grazia Maria Peluso, Alessandra Sessa. Altri tre, affermati, hanno già fatto dell’arte lo scopo della propria esistenza: Fernando Gigante, Flaviana Pagliara, Vincenzo Panzera.

In esposizione opere pittoriche  tra paesaggi reali e onirici, figurativi e materici, tra pennelli e spatole, olii, terracotta e bronzo, resina ecologica e pastelli,  ognuno con il proprio segno e personalità, ognuno con la propria esperienza e ricerca, dove ogni opera è uno scenario aperto alla meraviglia della mente.

In “Confinidarte” gli artisti, nonostante le differenti esperienze, sono accomunati da un invisibile, ma significativo, filo conduttore che segna un cammino interamente dedicato alla ricerca della conoscenza di sé e degli altri, per esplorare se stessi ed interrogare il mondo.

Ancora una volta l’arte, che ha radici sociali profonde,  supera i confini che l’uomo segna sulla carta per vivere atmosfere e respiri ineguagliabili, poiché l’opera d’arte non conosce confini, né popoli, bensì l’umanità!

di Pamela Pinto

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