Al giorno d’oggi scegliere di fondere due sodalizi sportivi costituisce una manovra lucida e ponderata nell’ottica di creare una struttura più solida ed organizzata che possa competere, oltre che per la vittoria del campionato di categoria, anche contro la ormai imperante crisi economica.

Ebbene, in determinati casi, la procedura di fusione può anche avere una valenza ulteriore. Non sono pochi i casi in cui si trasforma in uno strumento per salire di categoria senza dover, necessariamente, vincere il campionato di competenza.
Al fine di raggiungere l’obiettivo fusione risulta, ovviamente, doveroso conoscere perfettamente la procedura da seguire e, soprattutto, i termini entro i quali completare tutto l’iter. Deve essere immediatamente segnalato che il tempo a disposizione per procedere a tale soluzione è ridotto all’osso; il termine ultimo, infatti, per depositare la domanda di fusione è, di solito, fine Giugno.
Al fine di formalizzare la richiesta dovrà procedersi alla compilazione, in tre copie originali, dell’apposito modulo predisposto dalla Federazione reperibile presso la Segreteria del Comitato regionale competente.
Il modulo compilato dovrà poi essere accompagnato da una serie di documenti certificanti la nascita della nuova associazione; nello specifico: 
–    una copia autentica dei verbali assembleari disgiunti delle due associazioni dove venga deliberata la fusione. Entrambi dovranno essere sottoscritti dal Presidente e dal Segretario delle rispettive Assemblee;
–    una copia autentica del verbale assembleare congiunto delle associazioni dove venga formalmente richiesta ed approvata dai soci la fusione. Anche tale verbale dovrà rigorosamente sottoscritto dal Presidente e dal Segretario dell’Assemblea;
–    l’atto costitutivo e lo statuto della associazione sorgente dalla fusione;
–    in ultimo l’elenco nominativo dei Componenti gli Organi direttivi in carica per la prossima stagione sportiva.
Bisogna chiarire che i verbali su indicati devono riguardare le Assemblee generali dei soci atteso che non hanno titolo a deliberare la fusione i Consigli Direttivi o i Presidenti delle società stesse. Questa nota non deve essere sottovalutata poichè, al fine di indire una assemblea generale dei soci, bisogna inderogabilmente rispettare le tempistiche di convocazione indicate nello Statuto delle rispettive associazioni quindi tale condizione suggerisce di muoversi per tempo.
Per evitare inconvenienti anche la scelta della denominazione sociale della nuova associazione dovrà essere attentamente ponderata, al fine di renderla compatibile con quella delle altre associazioni o società già esistenti nel panorama calcistico italiano.
La domanda di fusione, essendo finalizzata all’iscrizione di un unico sodalizio al campionato, dovrà essere inviata o depositata presso il Comitato regionale competente. Se, tuttavia, una delle due associazioni milita nel campionato di Serie D il tutto dovrà essere depositato presso il Comitato Interregionale della Lega Nazionale Dilettanti (Piazzale Flaminio 9 – Roma).
Tanto perchè, in caso di approvazione della richiesta di fusione, ottiene la affiliazione alla F.I.G.C. esclusivamente la associazione che sorge dalla fusione e, ad essa, sono attribuiti il titolo sportivo superiore tra quelli riconosciuti alle assocazioni coinvolte nella fusione. Nel caso in cui, dunque, una delle due abbia il titolo per partecipare al campionato di serie D la nuova associazione acquisirà automaticamente tale diritto e potrà iscriversi a tale campionato.
Come già evidenziato appare, pertanto, chiaro che, in determinate circostanze, la procedura di fusione rappresenta una via “alternativa” per salire di categoria sfruttando il titolo sportivo superiore tra le due associazioni.
Dopo aver ricevuto tutta la documentazione indicata sarà Il Presidente della Federazione a decidere se ratificare o meno la domanda di fusione avanzata valutando la compatibilità della stessa con la normativa specifica.
La richiesta di fusione può essere, infatti, avallata solo se rispettosa delle condizioni stabilite e riportate dall’art. 20 comma 7 delle N.O.I.F. (Norme organizzative interne della Federazione). L’approvazione della Federazione è, ovviamente, condizione di efficacia della fusione.
Le condizioni individuate nello specifico dall’art. 20 delle Noif stabiliscono che le associazioni oggetto di fusione debbono essere affiliate alla F.I.G.C. da almeno due stagioni sportive ed aver la sede nella stessa Provincia, ovvero in Comuni confinanti di Province e/o Regioni diverse. I sodalizi coinvolti non devono poi aver trasferito la propria sede sociale negli ultimi due anni; per trasferimento si intende lo spostamento in un Comune differente.
In ultimo i sodalizi non devono essere stati coinvolti in altre fusioni, scissioni o conferimenti di azienda sempre negli ultimi due anni.
A ratifica avvenuta bisognerà iscrivere al campionato di competenza la nuova associazione con la nuova denominazione scelta alla quale la Federazione avrà attribuito una nuova matricola.
Avv. Cristian Zambrini

Avv. Cristian Zambrini iscritto all’Albo degli Avvocati di Lecce. Specializzato in diritto sportivo. Presta la sua attività di consulenza per atleti e società sia nell’ambito professionistico che dilettantistico.
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