La lupa Capitolina, simbolo della città di Roma, nutrice dei fondatori Romolo e Remo, sarebbe più giovane di ben diciassette secoli. E’ quello che confermano gli ultimi studi condotti sulla Lupa conservata ai Musei Capitolini per mettere fine all’annosa questione della datazione che ha spartito in due frange restauratori e storici dell’arte.

 

E’ l’Università del Salento la ricerca attraverso il radiocarbonio mediante spettrometria di massa con acceleratore, secondo cui l’attribuzione medioevale è valida al 95,4%.

La statua non sarebbe quindi di origine etrusca – “La Lupa Capitolina ha una datazione medievale, tra l’XI e il XII secolo – conferma l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Dino Gasperini : la tesi è che sia la copia medievale di un originale etrusco e quindi mette d’accordo le due ipotesi che in questi anni si erano

confrontate anche in toni aspri, con dati forniti dalla ricerca scientifica”.

L’ipotesi è già stata prospettata da altre analisi storico-artistiche che, considerata la tecnica di fusione a cera persa, avevano avanzato l’ipotesi di un’origine medievale. “Si tratta di un dibattito scientifico che dura da secoli, almeno da Winckelmann in poi – ha commentato il sovrintendente ai beni culturali di Roma Capitale, Umberto Broccoli – e a mio parere una risposta definitiva non verrà mai, perché ci sarà sempre una forchetta di oscillazione temporale. Però certamente oggi è stata fatta molta chiarezza in più”.

 

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