Le più colpite sono le aziende che si occupano di servizi. A loro, in un solo mese, sono arrivati 24milioni di euro in meno dalle banche. Quasi tutta la cifra negativa dei minori prestiti registrati in provincia di Lecce a marzo.

Meno 30milioni e mezzo, meno 122 nell’intera regione Puglia. E’ l’ «Osservatorio economico – Faro sul credito» di Confartigianato Imprese Lecce a fornire i dati, rielaborati sulla base di quelli della Banca d’Italia. In particolare, in provincia di Lecce, nel mese di marzo, il credito è sceso dello 0,76 per cento rispetto al mese precedente: da tre miliardi e 996 milioni di euro concessi a febbraio si passa a tre miliardi, 965 milioni e mezzo. A subire la mannaia più pesante, dunque, il comparto dei servizi, ma i finanziamenti sono scesi di due milioni anche nel settore delle costruzioni, di 5milioni nel manifatturiero.

Confrontando questi valori su base trimestrale (dicembre 2011-marzo 2012), i finanziamenti sono tutti in diminuzione, ad eccezione delle micro e piccole imprese (+0,81 per cento), a cui è arrivato un miliardo e 241 milioni. Gli impieghi a fine anno ammontavano a tre miliardi e 984 milioni.

Si tratta di prestiti cosiddetti «vivi», cioè finanziamenti al netto delle sofferenze e delle operazioni di pronto contro termine. «Questi numeri – spiega Mario Vadrucci, segretario generale di Confartigianato Imprese Lecce – dimostrano, ancora una volta, le grosse difficoltà nell’accesso al credito. Negli ultimi mesi – sottolinea – si è accentuato il fenomeno del “credit crunch” (stretta creditizia). Per giunta, l’incremento dei tassi sul mercato dei titoli di stato ha contagiato il mercato del credito al sistema produttivo: a dicembre, il tasso effettivo medio pagato dalle imprese era del 5,97 per cento. Uno dei più alti – conclude – tra quelli dei maggiori paesi dell’Area euro»

Riguardo alla Puglia, nel mese di marzo, la dinamica del credito è diminuita di 123 milioni rispetto a febbraio. Pari ad un tasso negativo dello 0,48 per cento (da 25 miliardi e 611 milioni di euro concessi a febbraio si scende a 25 miliardi e 488 milioni). Circa i settori, la maggiore flessione colpisce le costruzioni: meno 35 milioni, pari allo 0,70 per cento.

 

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