Sembrava davvero di essere “sulle orme di Idrusa”, quando, lo scorso mercoledì, 20 giugno 2012, la scrittrice Wilma Vedruccio leggeva i versi tratti dall’omonimo libro, presentato per l’occasione al pubblico, nello spazio espositivo dell’ex Conservatorio Sant’Anna, a Lecce. Un momento, reso ancora più suggestivo dalle note del fisarmonicista e compositore Rocco Nigro, dedicate proprio ad Idrusa e che hanno accompagnato

le trame poetiche di Wilma Vedruccio, creando un’atmosfera particolare in cui si riusciva quasi a respirare l’essenza più vera del Salento. Tutto questo, tra le installazioni dell’artista imolese Silvana Bissoli, i cui protagonisti, gli ulivi della nostra terra, forse alcuni dei più straordinari monumenti della Natura, sono stati riprodotti magistralmente su legno usando l’antica tecnica della pirografia. La serata, coordinata da Pompea Vergaro, critico d’arte e curatrice della personale “Quello che gli ulivi ci dicono…” di Silvana Bissoli che rimarrà nelle sale del Conservatorio fino al prossimo 2 luglio, ha visto la partecipazione di un pubblico interessato, nonché della stessa artista e della gallerista Gianna Stomeo, sempre attenta e sensibile alle manifestazioni dell’Arte.
La stessa Pompea Vergaro ha dato il là alla serata, esprimendo un senso di meraviglia nell’ammirare gli splendidi spazi del Conservatorio Sant’Anna. Luogo in cui, quella sera, poesia e musica sono state “compagne di viaggio degli ulivi”, così come lei stessa ha detto. Successivamente, ha rivolto un ringraziamento al musicista Rocco Nigro e a Wilma Vedruccio, alla quale, prima di lasciare la scena, ha chiesto come è nata l’idea di realizzare “Sulle orme di Idrusa”. “Era la primavera del 1999 – ha detto l’autrice, la cui espressione lasciava trapelare l’emozione – partecipavo ad un laboratorio teatrale ad Alessano, si costruiva lo spettacolo “Idrusa”, nell’ambito del progetto “Le Porte d’Europa”. Arrivavo da Otranto e avevo riletto “L’ora di tutti” di Maria Corti. Mi fu chiesto – ha proseguito la Vedruccio – di scrivere qualcosa sul personaggio. Ci vollero due pomeriggi ed ecco qui “Sulle orme di Idrusa”. “Non sono più riuscita a cambiare una sola parola”, ha confidato prima di svelare al pubblico un curioso aneddoto sulla stesura del lavoro. “Scrissi in auto, parcheggiata fra i cespugli della macchia”, ha poi commentato sorridendo. “Il testo che ho voluto dedicare alle nonne e al mito di Idrusa – ha concluso Wilma Vedruccio – piacque agli amici del laboratorio e molti brani furono parte integrante lo spettacolo”.
Giungendo nel vivo della serata, la stessa ha ripercorso, “orma su orma”, il destino di Idrusa, attraverso una sentita e profonda interpretazione dei testi, mentre nelle sale del Conservatorio risuonavano, delicatamente, le melodie di Rocco Nigro. Un momento, quasi spirituale, di riscoperta della “terra”, tra poesia e fisarmonica che ha conquistato il cuore di chi era lì, per poi, pian piano, spegnersi, nell’Idrusa pietosa, uno dei capitoli più drammatici ed intensi dell’opera. L’applauso e l’arrivo dell’artista Silvana Bissoli ha fatto sì che l’emozione di Wilma Vedruccio esplodesse in un abbraccio commosso. L’artista è poi intervenuta, cercando di trovare le parole giuste per descrivere le sensazioni dopo aver ascoltato la voce dell’autrice. “Quando Wilma mi ha mandato il libro per posta – l’artista era infatti impegnata nel realizzare un’opera nel suo laboratorio di Imola – ho ascoltato il disco allegato e – rivolgendosi anche a Rocco Nigro – mi avete fatto una grande compagnia”. Più tardi, quand’anche le persone stavano per lasciare il Conservatorio, ci ha confidato, “è stato come se la voce di Wilma riuscisse a portarmi in mezzo agli ulivi a questi meravigliosi ulivi!”.       
   

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