Nello spazio espositivo del prestigioso ex Convento di Sant’ Anna, a Lecce, sarà presentato “Sulle orme di  Idrusa” di Wilma Vedruccio, per le edzioni Kurumuny,  mercoledì 20 giugno 2012 alle ore 19:00, nell’ambito della personale “Quello che gli ulivi ci dicono…”  dell’artista imolese Silvana Bissoli.

 

La mostra che tanto successo di pubblico sta riscuotendo, inaugurata lo scorso  venerdì 15 giugno e organizzata da L’officina delle Parole di Lecce in collaborazione con il Comune di Lecce, Assessorato Turismo Spettacolo Cultura, resterà aperta fino al 2 luglio.

Durante l’incontro, compagni di viaggio degli ulivi pirografati su legno da Silvana Bissoli, saranno le trame che Wilma Vedruccio ha costruito tra verso e prosa, riuscendo, abilmente, a far rivivere una figura antica e moderna  tra le pagine di un prezioso volumetto accompagnato da CD, e le note di  Rocco Nigro, fisarmonicista e compositore, il quale ha composto i testi musicali appositamente per Idrusa.

Coordina Pompea Vergaro.

“L’idea di questo lavoro”, come scrive la stessa autrice nelle pagine di guardia al testo, “ha origine dalla lettura de “L’ora di tutti” della scrittrice Maria Corti”, che tanto ha amato questa terra, “mentre, la sua stesura nasce come canovaccio per l’allestimento di uno spettacolo”.

Wilma Vedruccio è innamorata della sua terra e la scrittura è un mezzo che le si addice per recuperare e difendere le sue  bellezze e la tradizione, dedicando questo lavoro: alle nonne, al mito…

Anche Rocco Nigro ama la sua terra tant’è che la sua formazione ha inizio proprio  partendo dalla tradizione del sud Italia, esplorando i territori musicali del tango, della musica balcanica, klezmer e sefardita, arrivando, nella sua costante ricerca musicale, fino alla musica contemporanea.

Il volume racchiuso in circa 50 pagine, con commento di Giuliana Coppola e Lucio Toma,  si snoda in diversi capitoli, che percorrono i momenti più significativi della vita di questa fanciulla  vissuta alla  fine del Medioevo: dall’infanzia alla maturità.

Ed ecco  “Idrusa bambina”,  “Idrusa sposa”  e “Idrusa innamorata”,  “Idrusa pietosa”  per concludersi ne “La tela di Idrusa”.

Frattanto, “ La musica di Rocco Nigro segue con grande sensibilità il disegno di Wilma […]

I temi creati con la sua fisarmonica sono semplici e incisivi, quadri netti, che colpiscono in  note il profumo delle età che si avvicendano e capaci di restituire in emozione musicale la chiave con cui Idrusa le vive” (Lucio Toma).

L’opera è un vero percorso che ogni lettore può fare, proprio sulle orme di questa misteriosa e affascinante fanciulla, in religioso silenzio, sul suo cammino… silenzioso.

 

“ creatura silenziosa, un tempo; ora,…il silenzio di Idrusa è un canto; non è più “misterioso come un oceano”, sono “emerse le parole”…

… emerse come isole inesplorate

ma sono emerse ( Giuliana Coppola)

 

 

 

 

 

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