Foto Antonio CastelluzzoUna due giorni ricca di presentazioni di libri di autori salentini, a partire da domani 29 giugno alle 18.30, a Massafra presso la Biblioteca Comunale con Vittoria Coppola e il suo successo “Gli occhi di mia figlia, edito da Lupo Editore.

Alle 21, presso il Cafè Sud Est di Otranto sarà presnetato il nuovo lavoro di Angela Leucci, “Cafè des Artistes”, edito da Lupo Editore. Oltre all’autrice Angela Leucci sarà presente il coautore di due dei racconti contenuti nel volume Paolo Merenda, presenta e modera Jenny De Cicco, letture a cura di Eugenia Toni e Renato Grilli.

Una bionda detective argentina, un caffè letterario, lo strano omicidio di un pusher. Sono solo alcuni degli elementi di “Café des Artistes”, romanzo breve che apre il ricco scenario ai personaggi racchiusi in questa raccolta. Una galleria di suggestioni, in cui il folle Michele Lamorte scolpisce nella pietra l’immagine della moglie morta e il motto “Beati quelli che non hanno storia”, un’insegnante costruisce dentro di sé l’aberrazione per i lunedì, due gemelle uccidono per essere felici e due gemelli si danno all’incesto per liberare il mondo dal male. Come nei Menecmi plautini o nei film di Peter Greenaway, anche le immagini simmetriche nascondono storie inenarrabili, tutte da leggere.

Nuova uscita per le edizioni Kurumuny con “Scirocchi Barocchi – racconti meridiani di amore e rancore” di Giuseppe Resta con le illustrazioni di Lucio Montinaro. Bozzetti, istantanee, schizzi, novelle, documentari, registrazioni e cartoline non illustrate provenienti dal profondo sud-est della penisola. Una raccolta di racconti di vita giovanile anni Settanta, molto diversi tra loro scritti in una lingua sincera, potente e sfrenata, un viaggio nel presente e nel recente passato, tra personaggi e interpreti del Salento di ieri e di oggi. I racconti, alternandosi tra commedia e tragedia, si sviluppano intorno a  quella “pulitica” intesa dai vecchi salentini come dignità civica, come rigore etico, presentabilità sociale. Un ritratto ironicamente impietoso, e senza infingimenti, su di una realtà sociologica sciroccata. Da un rapporto d’amore contrastato con questa terra, la riflessione su come eravamo e come siamo diventati, così da ripartire per migliorarci.

 

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