Foto Antonio Castelluzzo “La prima palazzina popolare prevista in via Pozzuolo ha dischiuso finalmente l’uscio di casa a 32 famiglie, che possono, così, trasferirsi all’interno degli appartamenti. Nel quartiere San Pio, dunque, alloggeranno dignitosamente 32 famiglie, dopo anni di attese e aspettative immancabilmente rimandate a data da destinarsi dall’amministrazione comunale. ” lo dichiara Loredana Capone.

“E pensare che, dopo l’approvazione della giunta comunale nel 2004, il PRU avrebbe dovuto essere ultimato nel 2008, ma a Lecce, lo si può constatare anche dai tempi della formazione della nuova Giunta del sindaco Perrone, l’amministrazione non ha alcuna fretta.   In via Pozzuolo/ Sozy Carafa, dopo l’abbattimento delle “Case Minime”, erano previste due palazzine di proprietà del Comune. Per la prima, pur essendo stata ultimata, si  tergiversava nella consegna delle chiavi ai cittadini, che, finalmente, a partire da ieri hanno iniziato il trasferimento. Che ne sarà, invece della seconda, destinata ad accogliere 29 famiglie? L’edificio non è stato ancora completato e l’attesa per le famiglie che alloggiano da più di sei anni nelle case-parcheggio in via Casavola sembra essere destinata ad allungarsi, mentre la situazione in merito alla carenza di alloggi popolari in città permane complessa, come denunciato qualche giorno fa anche da Mario Vantaggiato, responsabile Settore Privato Sunia Lecce.”

Prosegue Loredana Capone: “Sono trascorsi, infatti, quattordici mesi dal bando di concorso n.1/2011 del Comune di Lecce  per l’assegnazione in locazione di alloggi popolari. A distanza di oltre un anno tutto tace sullo stato dei lavori del collegio comunale, che ha il compito di redigere l’elenco provvisorio della graduatoria da trasmettere alla commissione per la formazione di quella definitiva, come prevede l’art 5 della L.R. n.54/84.

Mille famiglie sono in attesa della graduatoria provvisoria, ma l’emergenza casa a Lecce dilaga più di quanto non si creda: sono migliaia le famiglie che vivono in condizione di indigenza, costrette a coabitare o ad occupare illegittimamente edifici e locali. A questo si deve aggiungere anche un preoccupante innalzamento del numero degli sfratti per morosità.”

Conclude: “Dati così negativi, ci inducono a lanciare un appello perché si faccia presto: sulle politiche abitative in città serve un’accelerazione per alleviare una problematica sociale che investe le fasce deboli della cittadinanza. Non possiamo permettere che famiglie, anziani, giovani coppie e migranti precipitino nel baratro della povertà e restino esclusi perfino dal diritto ad avere un tetto.”

 

 

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