La battaglia contro il tumore è una delle battaglie più dure da affrontare, perché coinvolge il corpo lo spirito, è una sfida aperta lanciata non solo contro la persona malata, ma anche contro la sua famiglia, i suoi affetti più cari, che vengono risucchiati in un caleidoscopio di emozioni, dove tutto o quasi sembra scandito “dal male”.

A volte si fatica a vedere la luce, a scorgere la fine di un lungo tunnel nero, rafforzato da dati che, il più delle volte, hanno ben poco di confortante.
I freddi numeri parlano da soli e sembra quasi vogliano trasformare la speranza in illusione e poi beffa. Chiari sono, ad esempio, i dati che si riferiscono al carcinoma mammario, la forma di tumore più frequente nella popolazione femminile, che ogni anno, in tutto il mondo, colpisce più di un milione di donne, rappresentando, da solo, la causa più comune di decessi nella popolazione femminile. Solo in Italia, ogni anno, si scoprono 36.000 nuovi casi di tumore alla mammella e di questi 11.000 si trasformano in decessi.
Se è vero, tuttavia, che negli ultimi anni si è registrato un aumento dell’incidenza del carcinoma mammario, è anche vero che si assiste ad una diminuzione della mortalità.
La ricerca, per fortuna, anche se tra mille difficoltà, va avanti e con essa il lavoro capillare di alte figure professionali, che consentono non solo alle donne colpite di cancro alla mammella di sconfiggere il male, ma anche di ritornare ad avere una vita normale, se non addirittura migliore.
Un impegno in questa direzione è quello del dott. Luigi Manca, chirurgo senologo, responsabile dell’Unità di chirurgia senologica della clinica “Prof. Petrucciani” di Lecce, che insieme alla sua giovane equipe sta conseguendo brillanti successi nella difficile lotta contro il carcinoma mammario.
Salentino doc, 48 anni non ancora compiuti, specializzatosi a Milano, accanto ad un luminare come il prof. Umberto Veronesi, pietra miliare nella lotta al cancro, il dott. Manca, da diversi anni, porta avanti una lotta contro “il male”, che viene combattuta tanto sul fronte della chirurgia d’eccellenza, quanto nell’ambito della prevenzione, a partire proprio dalle scuole. Non solo. Strenuo difensore della chirurgia altamente specializzata, in grado di fornire subito alla donna malata di tumore al seno delle risposte immediate ed esaustive, ha contribuito a fondare, nel 2005,  l’Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurgi (ANISC) e da tre anni organizza, a Lecce, un convegno nazionale di senologia, che punta ad accendere i riflettori sul male e sulla sua definitiva sconfitta.

Dott. Manca, tanti gli argomenti da trattare, ma andiamo con ordine e partiamo dal nostro territorio, dal Salento, per capire a che punto è la lotta contro il carcinoma mammario.

Il carcinoma mammario, andando a guardare i dati nazionali, è in costante aumento, anche se diminuisce la mortalità. Analizzando, nello specifico, il nostro territorio, posso dire che solo nel 2011, all’interno della clinica “Petrucciani”, abbiano eseguito 322 interventi al seno, di cui 190 tumori: un numero certamente elevato.

Esiste una fascia d’età maggiormente colpita?

Purtroppo no, nel senso che il carcinoma mammario, colpendo un numero sempre maggiore di donne, riguarda tutte, giovani e meno giovani. La ragazza più giovane che ho operato di tumore al seno, ad esempio, aveva 24 anni. Inoltre, bisogna sottolineare che il tumore al seno, anche se in maniera più limitata, colpisce anche l’uomo. In Italia parliamo, ormai, di circa 40 nuovi casi all’anno (circa l’1% dei complessivi casi). Il dato consolante, tuttavia, è dato non solo dalle nuove tecniche, come il Linfonodo Sentinella  e la Nipple Sparing Mastectomy, che garantiscono alte percentuali di successo, ma anche dalla ricostruzione immediata della mammella, che da noi è, ormai, una prassi.

Nello specifico, in cosa consistono le due tecniche da lei appena citate?

La tecnica del Linfonodo Sentinella permette di identificare il linfonodo, che drena il tumore e che viene asportato ed analizzato, al momento, in sala operatoria. Se l’esame del linfonodo ci consente di verificare la sua benignità, non vengono rimossi gli altri linfonodi. In questo modo, l’intervento sarà meno invasivo, evitando il linfedema e la parestesia al braccio.
La Nipple Sparing Mastectomy, invece, è una mastectomia, che permette di conservare il capezzolo e l’areola. In pratica, noi procediamo come se dovessimo sbucciare un’arancia, preleviamo una parte piccola di cute e procediamo con la biopsia sotto il capezzolo e l’areola. Se sotto di essi non viene rilevato il tumore, allora procediamo alla loro conservazione. Quando inseriamo, quindi, la protesi, il seno, conservando il proprio capezzolo e l’areola, si ha un risultato naturale. In questo modo, si riduce notevolmente la mutilazione della mastectomia, si ottiene un buon risultato estetico e si riduce l’impatto psicologico nel post- intervento.

Dott. Manca, lei oltre ad essere consigliere nazionale di ANISC e anche uno dei soci fondatori. Qual è l’obiettivo di questa associazione, che riunisce i Senologi Chirurghi?

L’A.N.I.S.C. (Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi) si prefigge di riunire i colleghi chirurghi che hanno un concreto interesse o che sono dedicati alla Senologia.
Scopo di questa iniziativa è quello di promuovere il perfezionamento di un percorso diagnostico-terapeutico per le malattie e i tumori della mammella, che risponda ai migliori standards di qualità nelle strutture ospedaliere, universitarie e negli Istituti di ricerca. Questo obiettivo richiederà prioritariamente di definire, d’accordo con gli altri specialisti, ma con chiarezza, i ruoli e gli ambiti operativi di ognuno, nel superiore interesse delle pazienti. Il riferimento culturale, organizzativo e scientifico di questa iniziativa è e rimane il Prof. Umberto Veronesi.
Ciò a cui puntiamo, come A.N.I.S.C. è che le donne devono imparare a rivolgersi al senologo e non al chirurgo generale, se scoprono un tumore mammario: il futuro sarà questo. C’è già una proposta di lavoro fatta al Ministero per far sì che ci siano dei centri d’eccellenza dove si possa fare solo chirurgia mammaria. In genere, quando un centro opera 100 – 150 tumori all’anno, può già definirsi un centro d’eccellenza. Ciò a cui puntiamo è che la donna con carcinoma mammario possa rivolgersi ad un unico centro e lì ottenere tutte le risposte, che vanno dalla chirurgia senologica, a quella plastica, dalla diagnostica alla radioterapia passando per l’oncologia.
Magari, non per forza concentrate tutte insieme in un’unica struttura, ma far sì che in quella struttura si possano già trovare tutte le risposte, attraverso delle prenotazioni esterne. Un po’ quello che, da qualche anno, facciamo presso la clinica “Petrucciani”, una breast unit mobile.

Dott. Manca, lei da tre anni organizza, a Lecce, un convegno sul tumore al seno dedicato a tutte le donne e una specifica serata di gala. Di cosa si tratta?

Il Premio “Senologo per Passione” è stato pensato come un doveroso omaggio a chi ha dedicato e dedica la propria vita professionale per la cura e la salvaguardia dell’organo che più di altri è l’essenza stessa del vivere per una donna. Ogni anno, viene premiato un protagonista nel campo della Senologia, che si è particolarmente distinto nella terapia o nella diagnostica o nella tecnica chirurgica. A questa serata viene affiancato un Convegno prettamente scientifico( ad anni alterni) e un Convegno dedicato a tutte le donne e, in particolare, a quelle operate al seno.
Quest’anno, ad esempio, sarà la volta solo del convegno dedicato alle donne e, in collaborazione con l’azienda cosmetica Ganassini, ci saranno anche delle estetiste, che spiegheranno alle donne operate al seno come valorizzare la propria femminilità, per riprendere pieno possesso del loro essere donna a tutti gli effetti.”Senologo per Passione”, “Congresso sulla Senologia”, “Gran Gala” sono un unicum per promuovere il valore primario della “Prevenzione”.

Quando si svolgeranno questi appuntamenti?

Il convegno sarà organizzato per la giornata del 6 luglio, mentre il Gran Gala “Senologo per Passione” si svolgerà nella serata del 7 luglio, in piazza Libertini, a Lecce. Il primo anno il riconoscimento andò al prof. Umberto Veronesi, una scelta più che naturale, visto il suo infaticabile impegno a 360° nella lotta al carcinoma mammario; l’anno scorso il premio è stato consegnato al dott. Giovanni Paganelli, dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Quest’anno puntiamo, invece, ad un pugliese: il prof. Francesco Schittulli, chirurgo senologo. Cercheremo, poi, di richiamare l’attenzione dei più giovani attraverso ospiti nazionali: in pole position, Dolcenera, l’ex Miss Italia, Manila Nazzaro e il comico Uccio De Santis.

È anche impegnato in un progetto di prevenzione nelle scuole superiori del Salento e realizzato di concerto con Lions Clubs.

Esattamente. Si tratta del progetto “Martina” in ricordo di una giovane di nome Martina, colpita da un tumore della mammella, che ha chiesto con insistenza, prima di morire, che i giovani vengano accuratamente informati ed educati ad avere maggior cura della propria salute.
L’iniziativa, coordinata da Lions Clubs, ruota a delle vere e proprie lezioni contro il silenzio, per informare i giovani sulle modalità di lotta ai tumori, sulla possibilità di evitarne alcuni, sulla opportunità della diagnosi tempestiva. Devo dire che si tratta di un’esperienza interessante, i ragazzi, in maniera anonima, possono fare domande specifiche e personali, ottenendo nell’immediato delle risposte corrette. Abbiamo già toccato diverse scuole e ci proponiamo di andare avanti con questa iniziativa, perché l’informazione, la prevenzione e la diagnosi precoce restano le prime, fondamentali armi contro il tumore.

Emanuela Carrozzo

 

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