Giunta all’ottava edizione, anche quest’anno è stata presentata la Guida Ospitalità Italiana e per l’occasione, presso la Camera di Commercio di Lecce, sono state premiate le aziende di qualità che si sono distinte nell’ambito ricettivo e della ristorazione

A presentare la Guida che certifica le aziende turistiche inserite nel suo circuito sotto il marchio Q di Qualità e nell’ambito delle azioni per la promozione del territorio nel settore turistico, sono stati il presidente della CIAA di Lecce, Alfredo Prete e il presidente dell’Azienda Speciale per i Servizi Reali alle Imprese, Marcello de Giorgi.

Sono state premiate 170 strutture della provincia di Lecce nel segno della qualità dei propri servizi mentre è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno, il numero delle aziende che hanno deciso di aderire, in maniera del tutto spontanea, all’edizione della Guida per il 2012. “Il marchio di Qualità è un marchio serio, che si sta affermando – ha dichiarato il presidente Prete  – Ci auguriamo che si punti sempre di più sulla professionalità, sui servizi e sulla qualità, sono queste le tre formule vincenti che rendono competitiva un’azienda in ambito nazionale e internazionale”.

L’unica perplessità, facendo un rapporto con il numero delle presenze di turisti dell’anno scorso, resta la crisi economica che sembra abbia fatto subire un arresto della richiesta turistica. Alfredo Prete, tuttavia, esprimendo solidarietà verso il disastro che ha colpito l’Emilia Romagna, prevede un aumento del flusso turistico verso il Salento che colmerebbe il calo registrato rispetto a luglio dello scorso anno. Le proposte a garanzia di qualità si estendono anche ai tour operator per i quali, il prossimo anno, sarà stilato un bando per la selezione e la certificazione. E’ un modo per avviare una rete di promozione anche all’estero, con eccezionali ricadute sul territorio, assicurano gli addetti a i lavori.

La prima azienda ad essere premiata, questa mattina, è stata la struttura alberghiera Masseria Montelauro di Otranto, la cui titolare ha tenuto a sottolineare come nonostante gli sforzi degli imprenditori, il territorio e l’ambiente non sono tutelati dalle amministrazioni locali e dalla rappresentanza politica deputata. Nel Salento, oltre il barocco, c’è un patrimonio turistico che permetterebbe al territorio di evolversi verso un comparto redditizio e occupazionale, un obiettivo che richiede lo sforzo e l’impegno di tanti.

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