La parola d’ordine , dopo il pericoloso pareggio con la Croazia, è : attenti al biscotto!
Attenti al “biscotto” tra Spagna e Croazia. C’è un titolo a tutta pagina “NON TRUFFATECI UN’ALTRA VOLTA” che riassume il sentire dell’informazione nazionale.

Non è tuttavia da escludere che dalle parti della nazionale spagnola e di quella croata, leggendo questi moniti, qualcuno possa reagire a questa neanche tanto velata prospettiva di disonestà sportiva attuando sul campo (diciamo per ritorsione) proprio ciò di cui si sente sospettato prima ancora che il possibile dolo venga consumato. La predica, che peraltro proviene da un paese che nell’illecito sportivo ci sta sguazzando, potrebbe dunque rivelarsi pericolosa, fuori luogo e forse un tantino ipocrita; e sì’! perchè solo qualche mese addietro, proprio il capitano della nostra nazionale toccato negli affetti più cari ( il suo attuale allenatore) riguardante un presunto “biscotto” tra Siena e Novara, in sostanza legittimò l’uso del “biscotto” affermando che  . . .”in talune situazioni  . . .  meglio due feriti che un morto . . . .”
In quella circostanza nessuno o quasi si indignò; non vi furono titoli di condanna, nessuno parlò allora di possibile truffa.Proprio nessuno di coloro che oggi si indignano preventivamente.
Possibile che abbiano la memoria così corta? O non sarà vero che quando cade il parroco è scivolato e quando cade il sagrestano è ubriaco ?

 

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