E’ la sede della Regione Puglia a Roma, in via Barberini, la location in cui questa mattina si è svolta la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del Festival della Taranta, trasmessa in diretta da TgNorba 24, il canale all news del Gruppo Norba.

 

Presenti all’incontro con la stampa Massimo Bray, Presidente della Fondazione “La Notte della Taranta”, Goran Bregović, Maestro Concertatore 15esima edizione, Nichi Vendola , Presidente Regione Puglia, Silvia Godelli , Assessore al Mediterraneo, Turismo e Cultura Regione Puglia, Dario Stefàno, Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Sergio Blasi, ideatore e fondatore de “La Notte della Taranta” e Sandro Cappelletto, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione. Tra gli auditori anche Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, fautori della scrittura di quel disegno di legge che vuole tutelare la musica di tradizione e lo spirito tutto con cui si svolge la Notte della Taranta, sollecitando lo studio e l’approfondimento culturale.

La Notte della Taranta si conferma luogo di incontro di popoli e culture e anche quest’anno da Melpignano prende vita un progetto musicale originale, in cui le musiche delle due sponde dell’Adriatico si mescoleranno nella cornice unica del Salento.

Sentire comune è la necessità di portare il Festival oltre i confini regionali e nazionali, esaltando quello che lo ha sempre connotato, la commistione di musiche, suggestioni, emozioni.

Onori emozionati al nuovo maestro concertatore Goran Bregović da parte di tutti i presenti, personaggio che ha indotto in adorazione intere generazioni di appassionati di musica e cultura. Artista che durante gli anni della guerra civile creava musica che è stata un ponte, un legame.

Il suo, un incontro di pancia e di passione con i musicisti dell’Orchestra della Notte della Taranta a Melpignano, nel raccolto e suggestivo Convento degli Agostiniani. Porterà sul palco del Concertone un po’ del Festival di Guca, una sorta di festival gemello a quello della Taranta, un gruppo serbo e un gruppo croato, un artista italiano. Il resto è ancora da scoprire.

Silvia Godelli sottolinea quanto la presenza del nuovo maestro rechi significati determinanti,

una sorta di  interfaccia con l’altra linea del Mare Adriatico, con i suoi popoli e le sue genti, ed è stata volontà dell’Amministrazione Vendola stringere i rapporti per favorire processi culturali profondi di arricchimento e reciproca conoscenza.

Massimo Bray, presidente della fondazione da soli 20 mesi, ringrazia Ludovico Einaudi maestro uscente che ha avuto il merito di saper lavorare sulle risorse umane, far crescere giovani musicisti, e considerare la grammatica della musica come importante fattore culturale.

Promuovere l’idea di festival significa promuovere i giovani talenti salentini, il vivaio di professionalità che può trovare nel Salento la sua massima espressione.

Anche Sergio Blasi, ideatore di fatto della Notte della Taranta, interviene chiarendo la legge sottesa al festival, “lo spariglio”, perché la tradizione non può essere limite, catenaccio, confine ad escludendum, ma è la sfida più importante per stare dentro la modernità. Le carte nel festival sono sempre in gioco, modificate, sostituite, la scommessa è sempre quella che ha mosso quel gruppo di amici amministratori che ha dato il via all’avventura a metà degli anni Novanta; obiettivi:  lo sviluppo, la crescita e il benessere della nostra terra.

Novità assoluta il coinvolgimento dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari, a significare quanto la campagna sia sfondo e motore della tradizione culturale salentina, a cui va restituita modernità a attualità

Conclude Nichi Vendola, raccontando della diversità dei due maestri Einaudi e Bregovic e di quanto quest’ultimo sia stato la scelta giusta al momento giusto, durante una crisi che spacca l’Europa,  un’Europa da sempre chiusa alla cultura balcanica, ignorandone la sua centralità culturale e sociale. E le popolazione che si affacciano sul Mediterraneo, noi stessi pugliesi, abbiamo da sempre teso la mano verso questa terra vicinissima ma sconosciuta, stabilendo innanzitutto un legame sentimentale.

Dichiara ancora, sul sito della Regione: “Ai tamburi e alle voci di questa terra di frontiera si uniranno quest’anno gli ottoni, l’esuberanza e la struggente malinconia della musica balcanica diretta da Goran Bregovic. Una musica che nasce dall’anima e che parla al cuore di tutti; suoni che ci sembrano istintivamente di riconoscere e ai quali il nostro corpo difficilmente sa resistere. Anche la pizzica assomiglia a tante melodie zigane, balcaniche, maghrebine: una ragnatela di suoni e danze, che rappresenta la colonna sonora di un territorio aperto al mondo, una porzione di Mediterraneo che conserva gelosamente dentro di sé la propria vocazione ad essere un ponte tra Oriente e Occidente.”

Infine, si scusa Bray per l’equivoco nato con la Provincia di Lecce, ente socio della fondazione assente alla conferenza stampa, frutto solo di un frainteso di comunicazione tra le parti, come confermato in un secondo momento anche dalla Vice Presidente della Provincia di Lecce Simona Manca, che ha ribadito la presenza a tutti gli effetti della Provincia al Festival.

 

 

 

 

 

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