Il sospetto dei carabinieri è che siano i responsabili di oltre dieci rapine a cavallo delle province di Lecce e Brindisi, ai danni di supermercati e stazioni di servizio. Un commando di brindisini esperto e ben organizzato che, alle prime luci del mattino, è stato definitivamente smantellato dai militari della compagnia di Campi Salentina. Cinque in tutto i componenti della banda, due dei quali, dallo scorso febbraio, erano già stati assicurati alla giustizia.

In mattinata, le manette sono scattate per Cosimo Fina, 42enne di San Pietro Vernotico (già detenuto a Taranto), per il giovane compaesano Giuseppe Cazzetta, di 22 anni, e per il brindisino Vito Simone Ruggiero, anch’esso 22enne.
Ufficialmente, rispondono di porto di arma alterata (un fucile a canne mozzate) e di ricettazione dell’arma e di una Fiat Uno, rubata a Cellino San Marco e  rinvenuta nel febbraio scorso in una gubbia, nelle campagne tra Squinzano e Brindisi, a bordo della quale – secondo gli investigatori –  il gruppetto si sarebbe spostato per mettere a segno le rapine.
L’auto fu ritrovata dai carabinieri, abbandonata in una masseria, con all’interno un fucile a canne mozze, un passamontagna poggiato sul tettuccio ed alcuni registratori di cassa vuoti. I carabinieri misero così in atto servizi di osservazione ed appostamento, finché la zona, dopo due ore, non fu raggiunta da una Fiat Punto, subito dopo dileguatasi, dalla quale scesero tre persone.
Fu a quel punto che i militari uscirono allo scoperto, riuscendo a bloccare due dei tre individui: erano Ciarli Screti, 29enne, e Daniele De Leo, 27enne, entrambi di Brindisi. Il primo fu bloccato immediatamente, il secondo, invece, fu intercettato nelle campagne tra Squinzano e Brindisi.
Dalle intercettazioni ambientali in carcere, dove i due brindisini sono attualmente detenuti, i carabinieri sono riusciti a risalire agli altri tre componenti del commando, raggiunti nelle scorse ore da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Alcide Maritati, su richiesta del pubblico ministero Stefania Mininni.
Screti e De Leo, nonostante durante le loro discussioni in carcere avessero badato a chiamare i complici con i loro alias, (Cosimo Fina “Il biondo” e Giuseppe Cazzetta “Pitrizzi), avrebbero indirizzato gli investigatori sulle tracce degli altri banditi. I militari, sulla base delle intercettazioni ambientali, hanno poi avviato una serie di riscontri oggettivi, che ha consentito di certificare il coinvolgimento dei tre arrestati di oggi.
Daniele De Leo, in particolare, durante le conversazioni con lo Screti, si sarebbe lamentato di non avere ricevuto aiuto nelle fasi di fuga dagli altri componenti del gruppetto. De Leo, infatti, a causa di un problema deambulatorio, aveva difficoltà a dileguarsi e per questo aveva chiesto loro una mano. Ma la sua richiesta restò tale e fu arrestato.
La sera del 9 febbraio scorso, inoltre, i carabinieri di Brindisi riuscirono ad intercettare due dei tre presunti rapinatori fuggiti alla cattura: dopo un’oretta dai fatti, erano stati fermati in auto. Ma avevano cambiato gli abiti e nell’immediatezza non c’erano elementi, che consentissero di arrestarli.
Come emerso dalle indagini degli investigatori, il commando sarebbe riuscito a mettere a segno dodici rapine: cinque nella provincia di Lecce (Eurospin di Guagnano, due volte al Di Meglio di Trepuzzi, Mac di Squinzano e Penny Market Salice Salentino) e sette nella provincia di Brindisi.

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