La citta’ di Copertino, nel Leccese, attraverso le parole del sindaco Giuseppe Rosafio prende le distanze da Giovanni Vantaggiato, l’attentatore reo confesso di Brindisi, che nel centro salentino vive e lavora. ”Non posso che esprimere, a nome dell’intera cittadinanza, la piu’ ferma e risoluta condanna e dissociazione da un gesto sconsiderato che ha portato dolore e lutto in tante case dei nostri conterranei – dice il sindaco -.

I cittadini di Copertino sono ben lontani dalla logica assurda che ha portato il presunto autore dell’attentato a compiere un gesto esecrabile, che non puo’ avere alcuna giustificazione”. ”E’ questa – aggiunge – la condanna, gia’ espressa nella manifestazione tenutasi a Copertino il 23 maggio scorso in occasione dell’anniversario della strage di Capaci che ha visto una partecipazione di circa 5000 persone di studenti e cittadini, che continueremo ad esprimere a maggior ragione oggi, che Copertino assurge suo malgrado agli onori della cronaca. Una condanna che gia’ avevamo programmato di esprimere – prosegue – anche il prossimo 17 giugno in occasione della visita del Cardinale Giovambattista Re, Vescovo di Lauria, presso il Santuario di San Giuseppe da Copertino, con una celebrazione di una messa nel ricordo di Melissa e del grande dolore della sua famiglia”. La citta’ di Copertino e’ ”sgomenta”, aggiunge il sindaco, e ”rinnova l’abbraccio e la solidarieta’ alla famiglia di Melissa Bassi e alle altre studentesse di Mesagne colpite ignobilmente dal vile attentato”. Il sindaco esprime ”piena ed incondizionata fiducia nell’operato della Direzione Investigativa Antimafia e di tutto il gruppo degli inquirenti, dai magistrati alle forze dell’ordine che si occupano del caso con professionalita’ e rapidita’ e lavorano speditamente per assicurare alla giustizia il colpevole di un gesto spietato, lontano dalla cultura e dalla sensibilita’ della nostra gente”.

“Esprimo viva soddisfazione per la capacita’ degli investigatori di aver asssicurato alla giustizia il responsabile di un gestro cosi’ atroce. Resta aperta la domanda sull’identita’, sul quale volto abbia la persona che in un sabato mattina ha trasformato una giornata di festa in una giornata di tragedia”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

 

“A meno di un mese dal vile attentato al Morvillo – Falcone di Brindisi costato la vita di Melissa Bassi,” il lavoro certosino, sinergico e indefesso di carabinieri, polizia e magistratura ha permesso di dare un volto e un nome a colui che si è macchiato di un orrendo crimine.

 

Accanto alla comprensibile soddisfazione per aver fatto luce su un terribile fatto di sangue, che ha scosso un intero Paese, resta la profonda amarezza per una follia cieca e crudele, che ha reciso la vita appena sbocciata della povera Melissa”.

È quanto dichiara il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, che già poche ore dopo il terribile attentato, aveva mostrato forti perplessità riguardo la pista mafiosa o terroristica, propendendo per un movente più banale, ma sicuramente non meno crudele.
“C’è sempre stata la consapevolezza – prosegue Buccoliero – che neppure l’identità del responsabile o dei responsabili di un gesto così vigliacco avrebbe potuto mai giustificare la morte della povera Melissa. Oggi quella sensazione è una dolorosa realtà: dietro un’azione così criminale, spietata e folle c’è la banalità e la miseria della condizione umana, che ricerca, attraverso la vendetta, la propria soddisfazione personale.
L’encomiabile lavoro di forze dell’ordine e magistratura servirà a restituire sicurezza a tutto un territorio, ma non riuscirà a colmare il senso vuoto che ognuno di noi si porta dentro da quel terribile 19 maggio scorso.
D’altronde – conclude Buccoliero –  qualunque altro esito non avrebbe aggiunto molto. Resta una sola verità: Melissa non meritava di morire; di morire in quel modo; di morire per quel motivo, di morire per nessun motivo!”

Copertino ”e’ la citta’ di S.Giuseppe, il Santo dei voli protettore degli studenti e degli aviatori statunitensi”, ”ha dato i natali a Giuliano e Andrea dei Negramaro, ad Adriano Pappalardo”; e’ ”la citta’ di Evangelista Menga, architetto militare del XVI secolo e di Antonio Prete, noto studioso di Giacomo Leopardi e di Gianserio Strafella, pittore del XVI secolo”, ”non e’ la citta’ di Giovanni Vantaggiato”, l’attentatore reo confesso. Lo afferma in una nota la Giovani Italia di Copertino che conclude: ”Ci sentiamo umiliati che il folle vigliacco sia nostro concittadino, siamo certi che parliamo a nome di tutti i nostri concittadini”.

“Era evidente fin dall`inizio che fosse un fatto compiuto da un isolato. I giornali, quando un evento può essere `colorato` per fare più rumore, si scatenano. Io, come il presidente della Regione, non ho detto una parola, o quasi. E abbiamo fatto bene. Questa dinamica del sistema della comunicazione non va alimentata. Siamo tutti molto contenti ora, ma non c`è nessun dolore che venga attutito dalla scoperta del colpevole”. Lo ha affermato il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, parlando a ‘Mattino 24’ su Radio 24, della svolta nelle indagini per l’attentato mortale alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi.

Franco Scoditti, il sindaco di Mesagne, cittadina che piange la giovane Melissa Bassi uccisa nell’attentato alla scuola Morvillo Falcone, non sembra acquietato dalla notizia dell’arresto del presunto stragista Giovanni Vantaggiato: “Sono confortato dall’esito delle indagini, dal risultato ottenuto con esemplare tempestivita’ dallo Stato democratico – dice -. Ma non sono tranquillo. Secondo la formula di rito, dovrei affermare che “giustizia e’ fatta”, ma non riesco ancora a trovare giustizia nel senso di questa tragedia e neppure nelle conseguenze prodotte”.