L’ordinanza di sgombero disposta nei confronti degli abitanti migranti di Via delle Giravolte pone due emergenze urbane alle quali la politica deve riuscire a dare risposte e soluzioni.

La prima, drammatica, è quella dell’emergenza abitativa per le fasce sociali deboli e delle politiche per la casa a Lecce.

La seconda la più volte affermata necessità di costruire accordi, collaborazioni, sinergie, tra amministrazioni pubblche, volontariato sociale, terzo settore per riuscire a creare reti di assistenza e solidarietà ai soggetti deboli in un momento di grandissima difficoltà per i bilanci pubblici con drammatici tagli di risorse assegnate alle politiche sociali.

Garantire diritti forti ai soggetti deboli è una priorità per gli amministratori locali: non c’è sviluppo e benessere possibile senza un’idea di comunità unita e solidale. Ecco perchè diventa fondamentale non lasciare soli questi nostri concittadini costretti a lasciare le loro abitazioni a seguito di un provvedimento forse inevitabile ma non per questo meno doloroso.

Oggi una loro delegazione ha chiesto attenzione alla Prefettura. Credo sia importante che l’Amministrazione Comunale si attivi immediatamente. Non è un passaggio facile, naturalmente. Ma questo è il momento di compiere una sforzo comune per cercare soluzioni, se pur provvisorie, a chi non ha un letto e un tetto dove dormire.

Si convochi una riunione urgente tra l’assessorato ai servizi sociali, le associazioni dei migranti presenti in città, le suore benedettine proprietarie degli immobili e si intraprendano le inizitive adeguate.

Come organizzare gli interventi di assistenza e protezione per queste famiglie?

C’è la possibilità di intervenire sulle riscontrate situazioni di degrado e igiene per consentire un ulteriore rinvio dello sgombero?

Si può verificare se l’esecuzione dell’ordinanza scaturisce, come parrebbe, dalla decisione di mettere in vendità gli immobili da parte delle Suore?

E’ possibile immaginare di ritirare dal mercato quegli appartamenti, frutto di una donazione, e pensare invece di trasformarli in un presidio di solidarietà attraverso uno sforzo finanziario congiunto tra Comune, proprietari e altre istituzioni?

Mi associo all’invito già rivolto da Luigi Melica al Vice Sindaco della città di adoperarsi senza indugio a convocare una riunione operativa per affrontare l’emergenza e avviare questo confronto.