Pretende senza motivo la restituzione di 100 euro, e per questo prende a schiaffi la moglie e minaccia tabaccaio e polizia. Si tratta di un pensionato di 66 anni di Lecce, denunciato a piede libero per minacce, resistenza a P.U. e maltrattamenti in famiglia.

Tutto è iniziato verso le ore 19 di ieri, quando era segnalata una lite presso il tabaccaio di via Sozy Carafa. Sul posto il  proprietario  dell’esercizio commerciale riferiva di aver avuto una discussione con  il marito di una cliente, il quale rivendicava ingiustamente la restituzione della somma di cento Euro. Il tabaccaio, infatti, raccontava che, intorno alle ore 7.30 dello stesso giorno, la cliente aveva acquistato due pacchetti di sigarette ed un Gratta e Vinci del valore di euro Uno, per una spesa  complessiva di euro 09,60, consegnando una banconota da euro 100,00  per la quale le veniva regolarmente restituito il resto di euro 90.40. 
Verso le ore 18,15 si presentava in tabaccheria la cliente accompagnata dal marito , il quale pretendeva la restituzione di 100,00euro  poiché a suo dire in mattinata, la moglie aveva pagato con 200,00 euro e non con 100 come era effettivamente accaduto.
Le obiezioni del tabaccaio, venivano confermate dalla cliente e per questo il marito, al fine di azzittirla, la schiaffeggiava sul viso in pubblico.
Non raggiungendo lo scopo di farsi dare una banconota da cento euro, l’uomo, un pensionato del ’46, iniziava ad inveire verbalmente contro il commerciante con frasi ingiuriose ed offensive, dandogli del ladro e ,tendendo il braccio verso la sua direzione, lo minacciava di morte , dichiarando che sarebbe andato via solo dopo la restituzione del denaro.
A quel punto, considerato che il fastidioso cliente continuava a diffamare ed inveire contro il tabaccaio anche fuori dell’esercizio attirando l’attenzione dei passanti, il commerciante chiedeva l’intervento della Polizia.
Inutilmente gli agenti intervenuti cercavano di riportare alla calma l’aggressore, invitandolo eventualmente a sporgere querela, qualora avesse subito un torto, evitando di farsi giustizia da sé, ma l’uomo dimostrava un atteggiamento ostile e violento anche nei confronti degli operatori di polizia, di fronte ai quali intimava alla moglie di confermare la sua versione dei fatti. Al rifiuto della donna, il marito si scagliava violentemente contro di lei,schiaffeggiandola. Uno degli agenti provava a bloccarlo ed a seguito di una breve colluttazione, l’aggressore strappava al poliziotto la camicia dell’uniforme e gli graffiava la mano destra provocandogli lesioni guaribili in 3 gg., si rendeva pertanto necessario accompagnare l’uomo in Questura per procedere alla denuncia, ma lo stesso opponeva una strenua resistenza, costringendo gli operatori ad usare la forza per farlo salire nell’auto di servizio. Negli Uffici della Questura la moglie  presentava denuncia querela nei confronti del marito sia per l’episodio odierno sia  per i ripetuti maltrattamenti e le violenze subite negli ultimi due anni  che non aveva mai avuto il coraggio di denunciare, raccontando di essere sposata da 33 anni e che ,negli ultimi due anni, il marito aveva iniziato a sottoporla ad una serie di maltrattamenti consistenti in aggressioni fisiche e verbali con minacce offese ed ingiurie, anche immotivate. Anche quel giorno, alla richiesta di avere il resto della spesa, avendogli restituito regolarmente le 90,40 euro, aveva iniziato ad offenderla in ogni modo, costringendola ad andare con lui dal tabaccaio per farsi restituire il resto. L’intervento della polizia ed il degenerare della situazione avevano infine indotto la donna a denunciare finalmente anni di maltrattamenti. Per il 66enne scattava così la denuncia

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