“Sanitaservice come Mirafiori, Vendola ti aspettiamo”. È sotto questo slogan che lo sciopero di 150 dipendenti di Sanitaservice si è trasformato, stamattina, in occupazione della direzione generale della Asl, in via Miglietta, e tre persone inoltre si sono incatenate di fronte alla sede dell’azienda. Il presidio era stato organizzato in concomitanza con i sit in che si tengono in tutta Italia per lo sciopero nazionale organizzato dalla Usb.

La vertenza, però, qui a Lecce assume una rilevanza diversa, perchè si innesta, appunto, su quella dei 680 lavoratori di Sanitaservice, la società inhouse creata dalla Asl per assorbire il personale delle ditte esterne che fino a maggio 2011 si occupavano delle pulizie e dell’ausiliariato all’interno degli ospedali salentini. Chiedono di nuovo, a gran voce, l’aumento dell’orario di lavoro, che avrebbe dovuto scattare a partire dal primo giugno, ma è tuttora bloccato, senza previsione, per il momento, di innalzare almeno i livelli contrattualizzati al minimo, 22 ore settimanali. A Sanitaservice è anche legato il problema della mancata nomina, tramite elezioni, dei referenti di ogni struttura, per ora individuati temporaneamente direttamente dalla Asl. Ma al centro delle polemiche ci sono, inoltre, i mancati riconoscimenti dei superminimi e dei livelli superiori dei 20 lavoratori ex sistema informatico, Cup e Ced.

“Abbiamo deciso di occupare- spiega Gianni Palazzo della Usb- perchè non si può ignorare così a lungo uno stato di agitazione, proclamato il 28 maggio. Dopo il presidio del 5 giugno al Vito Fazzi, siamo stati convocati il 13, ma la riunione è stata rinviata a causa della diffida presentata da parte dei sindacati confederali, che vogliono escluderci dalla trattativa, per farla viaggiare su tavoli separati. Eppure noi chiediamo di discutere su cinque problemi che non sono materia contrattuale ma sono stati sollevati direttamente da noi”.

 

 

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