Domenica 24 giugno il cortile della scuola “Giovanni Falcone” di via Abruzzi a Lecce ospiterà la serata conclusiva del progetto “Per un teatro di quartiere”, sorto nell’ambito delle attività di rigenerazione urbana del quartiere “Leuca”, un programma di interventi promosso dal Comune di Lecce con l’Associazione Laboratorio Urbano Aperto (LUA) e Manifatture Knos.

L’iniziativa vede partecipazione di trenta associazioni che, grazie alla creatività e all’incontro con gli abitanti, hanno prodotto idee e interventi per il territorio. Grazie a questo programma l’associazione Induma Teatro ha portato la V edizione della residenza e show case del teatro pugliese K-Now nelle vie del quartiere coinvolgendo gli abitanti dell’area e dando luogo a una performance finale itinerante che si è svolta sabato 23 giugno.

L’appuntamento di domenica (ore 22.00 ingresso gratuito) è con “La morte di Babbo Natale – Eutanasia di un mito sovrappeso”, spettacolo brillante e caustico reduce da molti successi internazionali della compagnia Tony Clifton Circus con Nicola Danesi de Luca, Iacopo Fulgi, Enzo Palazzoni, Werner Waas.

L’appuntamento di domenica rappresenta una festa del quartiere che chiude le attività di Induma Teatro nell’ambito della rigenerazione urbana di via Leuca, attività grazie alle quali il teatro ha trovato casa nelle vie e nelle piazze interagendo con il tessuto urbano, sociale e umano del territorio, confrontandosi con gli abitanti, entrando negli appartamenti privati, nei negozi, percorrendo strade, cortili, bar, luoghi d’incontro per mischiarsi/immischiarsi, collaborare, “scambiarsi”, aprirsi.

La morte di Babbo Natale – Eutanasia di un mito sovrappeso. È un santo. È un vecchio. È simile a Dio. È saggio. È un supereroe. È una pubblicità. È il simbolo assoluto del consumismo. È una delle divinità dell’Olimpo dell’Immaginario Collettivo. Ma, allo stesso tempo, è un sogno d’infanzia preconfezionato deprimente e volgarmente sfruttato. Per ogni bambino scoprire che Babbo Natale non esiste significa capire che si sta diventando grandi e che la cosa non è poi così bella. È senza dubbio una delle prime delusioni della vita, uno ei primi miti a crollare, la fine della poesia, la morte della favola, una tappa fondamentale per l’ingresso in una società fondata sul niente. Ma Babbo Natale, lui come si sente?

 

 



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