”È vero che sono stato io a collocare e fatto esplodere l’ordigno nei pressi della scuola ‘Morvillo Falcone’ di Brindisi la mattina del 19 maggio scorso”. Comincia cosi’ il verbale di interrogatorio di Giovanni Vantaggiato, cominciato alle 22.20 nella questura di Lecce davanti al procuratore leccese Cataldo Motta

 

e ai sostituti procuratori Guglielmo Cataldi e Milto Stefano De Nozza, oltre a investigatori di Polizia e Carabinieri. Questo il racconto di Vantaggiato, come si legge nel verbale dell’interrogatorio, chiuso dopo due ore, a mezzanotte e 20.

”Ho collocato l’ordigno nella notte tra il 18 e il 19 maggio. Ho trasportato il bidone che avevo rubato a San Pietro in Lama, all’interno della Fiat Punto bianca intestata a mia moglie e separatamente, sempre all’interno della Punto, le tre bombole, che avevo rubato qualche tempo addietro, con tutto il materiale necessario per confezionare il meccanismo di innesco. Una volta giunto a Brindisi mi sono fermato in via Palmiro Togliatti, ho scaricato il bidone ed ho caricato al suo interno le tre bombole e li’ ho effettuato i collegamenti. A quel punto ho trasportato il bidone munito di ruote verso la scuola percorrendo il marciapiedi di via Togliatti per poi svoltare verso la scuola. La mattina dopo mi sono riportato sul posto a bordo della mia Hyundai Sonica ed ho parcheggiato nei pressi della scuola. A piedi ho fatto un primo passaggio davanti al chiosco e verso le 8 meno venti ho premuto il telecomando. Poco dopo c’è stata l’esplosione. Non ho una ragione specifica per la quale ho scelto sia la citta’ che il posto. Non ho ricevuto aiuto da nessuno nel collocare l’ordigno, nel prepararlo e nel farlo esplodere. Ho acquistato il telecomando da un impiantista da me scelto sulle Pagine gialle che si trova in un paese tra Copertino e Maglie. Non ricordo esattamente qual è il nome del paese. Ho acquistato la batteria dalla ditta (…) sulla via per Nardò. Ho acquistato la polvere pirica in più occasioni da vari rivenditori nel comune di Lecce. Insisto nel dire che la scelta del luogo ove e’ stata collocata la bomba e’ stata del tutto casuale e l’ho fatto perchè ce l’avevo con il mondo intero e nello specifico perche’ prima si lavorava e si guadagnava adesso questo non succede più. Ho fatto esplodere l’ordigno in un punto di passaggio delle persone ma non avevo nulla contro di loro in quanto non avevo un obiettivo ben preciso. La mia voleva solo essere una forma di protesta. In ogni singola bomba ho collocato circa dieci chilogrammi di polvere pirica. Per l’innesco ho utilizzato una centralina collegata ad una batteria a sua volta collegata con tre coppie di fili elettrici avvolti intorno alla resistenza di tre lampadine da 12 volt a cui avevo rimosso il vetro di copertura che poi avevo inserito all’interno di ognuna delle tre bombole. Una volta dato l’impulso con il telecomando la centrale riceve il segnale e lo trasmette alla batteria la quale da’ l’impulso elettrico ai fili che incendiano la resistenza che a sua volta da’ l’innesco alla polvere pirica”.

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