Foto Jessica NiglioTurismo in calo: colpa della crisi? Probabile, ma i fattori a vantaggio dell’afflusso turistico in Puglia sono pressappoco assenti e il maltempo che ha caratterizzato i ponti primaverili e le vacanze pasquali non ha certamente aiutato i pochi temerari che ancora non risentivano delle batoste fiscali.

“In genere questo influisce in maniera marginale”, sostiene Francesco De Carlo, presidente dell’Associazione Albergatori pugliesi, “E’ difficile che una persona, e a maggior ragione un gruppo, dovendo peraltro prenotare i mezzi di trasporto, decida di muoversi a seconda del tempo meteorologico”. La causa principale dunque rimane la crisi, che in Puglia si avverte con tenacia in quanto la nostra realtà è interessata principalmente da un mercato domestico e di conseguenza l’80% dei visitatori sono italiani. “La crisi sta colpendo soprattutto i nostri connazionali, più di tedeschi, inglesi e francesi, e questo si ripercuote sulla Puglia. Io però per abitudine non sono catastrofista e sono convinto che non bisogna essere troppo pessimisti perché anche questo influisce negativamente. E’ un calo che comunque la Puglia assorbe meglio rispetto alle difficoltà che si registrano a livello nazionale perché la regione mantiene una certa consolidata immagine attrattiva”, aggiunge ancora De Carlo che gestisce inoltre un hotel ad Alberobello.
Al calderone delle avversità in fatto di turismo, bisogna aggiungere che l’intero anno è stato caratterizzato da fatti che poco hanno giovato in materia di rilancio della vacanza. Prima la tragedia della nave Concordia e per ultimo il sisma che ha colpito l’Emilia Romagna in questi giorni, tutti fattori che hanno, anche se in minima parte, influito sulle decisioni dei possibili “avventori” dall’estero.
Le prenotazioni sono in calo ma sono dati che rispecchiano una tendenza già nota in favore delle prenotazioni a breve termine, ovvero delle offerte “last minute” che rendono più semplice l’organizzazione e meno problematica la scelta del periodo. Sono perciò elementi ancora approssimativi per decidere le sorti di una stagione e bisogna fare affidamento perlopiù al fatturato che ai numeri riguardanti arrivi e presenze: “Ho parlato con un collega del Salento che mi faceva notare di aver registrato addirittura un aumento di presenze ma il fatturato era inferiore all’anno precedente poiché aveva dovuto praticare politiche dei prezzi che avevano, ad esempio, favorito il last minute”, spiega ancora il presidente, “Il mercato pugliese è ancora molto caratterizzato dalla stagionalità, in particolare il maggior punto di attrazione rimane il mare, anche se molti tentativi di rompere questo schema sono stati fatti e i risultati ci sono anche stati. Il calo si presenta in maniera diversa a seconda delle realtà locali. E’ più accentuato in città come Bari, non abituate a una politica turistica e che risente, ad esempio, delle difficoltà della Fiera del Levante mentre si fa sentire in città come Lecce”.
Pamela Villani

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