Diciotto cinture, ritenute più interessanti tra quelle sequestrate dalla polizia giudiziaria nell’abitazione della famiglia Misseri, sono state analizzate dai carabinieri del Ris alla ricerca del Dna da comparare con quello degli indagati per l’omicidio di Sarah Scazzi.

In alcuni casi sono state trovate tracce compatibili con il profilo genetico di Michele Misseri. Lo ha detto il maggiore Andrea Berti, ufficiale del Ris, nel corso della diciassettesima udienza del processo per l’omicidio della 15enne di Avetrana, uccisa e gettata in un pozzo il 26 agosto del 2010. Sono 11 i testimoni citati dalla pubblica accusa. Il maggiore Berti ha fatto presente che le cinture sono state divise in porzioni e analizzate separatamente con tampone. Sono stati compiuti accertamenti anche sul telefonino di Sarah Scazzi, che aveva la sim card inserita, una scheda di memoria Sd con batteria e un ciondolo composto da un lucchetto e una piccola lattina. Il maggiore ha aggiunto che il Reparto investigazioni scientifiche ha effettuati i rilievi sui pavimenti e sui muri della veranda, dell’ingresso, del corridoio e della cucina della villetta dei Misseri, in via Deledda, ma non in camera da letto. Sabrina Misseri, accusata insieme alla madre Cosima Serrano di aver ucciso Sarah Scazzi, ha pianto durante la deposizione dell’ufficiale del Ris.

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