La sentenza del TAR, pronunciatosi ieri, ha di fatto restituito il Circolo cittadino di via Rubichi ai leccesi dopo oltre sessant’anni di gestione privata. Dal contenzioso è uscita vincitrice la Provincia di Lecce, proprietaria dell’immobile e che anche nelle passate amministrazioni ne rivendicava la restituzione

La notizia sul buon esito della transazione era già stata ipotizzata qualche giorno fa, ma solo ieri se ne è avuta conferma, mentre questa mattina in conferenza stampa, il presidente e i componenti della Commissione patrimonio hanno ufficializzato la sentenza del TAR. La battaglia è stata vinta dal governo Gabellone e soprattutto dalla caparbietà dei componenti della seconda Commissione, con il presidente Renato Stabile in testa, ciò non toglie, come lo stesso presidente ha sottolineato, che non ci sia stato impegno anche dalle passate amministrazioni Ria e Pellegrino. Quel che è certo è che l’immobile era occupato abusivamente, ha confermato l’avvocato Baldassare che ne ha curato la pratica, e sul concetto di mancata concessione il Tribunale Amministrativo ha potuto sentenziarne l’illegittimo possesso.

La tesi sostenuta dall’avvocato e prima ancora dall’Ente provinciale, si basava sulla natura demaniale dell’immobile dichiarata dalla Sovrintendenza nel 1981. Ai locali del Circolo cittadino era stato attribuito un interesse storico-artistico, trattandosi del vecchio collegio dei frati Gesuiti, attiguo alla chiesa della Natività. Con la natura demaniale, l’immobile, patrimonio dell’Ente provinciale, non poteva essere fruibile da terzi se non con una concessione dell’Ente stessa. I gestori del Circolo cittadino, con il presidente Gino Starace, affermavano che ciò era avvenuto secondo il conseguente rinnovo del tacito accordo di locazione.

Gli avvocati, Baldassarre e Capoccia, hanno dimostrato che, secondo la giurisdizione vigente, non può esserci un passaggio tra il contratto di locazione e la concessione. Inoltre, l’occupazione dei locali da parte del Circolo cittadino, poteva considerarsi abusiva in virtù di una morosità pregressa dei gestori. Il contratto d’affitto prevedeva infatti una cifra mensile di circa 250 euro, mai più versata dal 1989, accumulando un debito nei confronti della provincia di quasi 70mila euro. “Questo sarà un altro punto su cui saremo impegnati nei prossimi mesi – ha assicurato il presidente Stabile – in quanto amministratori di un ente pubblico, il recupero della somma dovuta è un obbligo che abbiamo nei confronti dei salentini”.

Non si esclude tuttavia un ricorso al Consiglio di Stato da parte dell’avvocato Starace che ieri, ha commentato la sentenza del TAR con un “alzare le barricate”, ma l’avvocato Baldassare, su delega dell’Ente provinciale, si è detto pronto a far valere i diritti della Provincia anche in un successivo ricorso. Per ora la sentenza del Tribunale Amministrativo non può essere sospesa, il passo successivo sarà ragionare sull’uso dei locali. si tratta di un immobile di circa 3mila metri quadri al quale probabilmente, farà seguito l’idea già manifestata da alcuni consiglieri in carica e dall’ex presidente provinciale Pellegrino, di utilizzarlo come contenitore culturale per giovani talenti con pochi mezzi a disposizione.