Foto Antonio Castelluzzo“La Puglia è protagonista di un’inversione di tendenza che ha dell’incredibile”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola commentando gli ultimi dati economici regionali riferiti all’ultimo trimestre del 2012.

“Mentre ovunque imperversa la crisi – ha aggiunto Vendola – dalla Puglia arrivano quei segnali di luce nei quali speravamo già dai tempi della manovra anticiclica, alla fine del 2008, e che abbiamo continuato ad alimentare con il Piano straordinario per il lavoro. Una controtendenza che ci riempie di fiducia e che, pur nelle difficoltà attuali delle famiglie e delle imprese, ci conferma che credere in alcune politiche e perseguirle senza cedimenti alla fine paga. Noi – ha continuato Vendola – abbiamo disegnato la mappa della crisi quando a livello nazionale veniva ostinatamente negata e abbiamo immaginato gli incentivi più adatti non solo a far restare le imprese in Puglia, ma a costruirne di nuove”.

Il Presidente Vendola fa riferimento ai dati diffusi alcuni giorni fa da Unioncamere. Le aziende della Puglia nel secondo trimestre del 2012 sono aumentate dello 0,68%. La Puglia è la terza regione in Italia per incremento, con un saldo tra nuove aperture e cessazioni di 2.605 nuove imprese, nate in soli tre mesi, tra marzo e giugno 2012.

“Siamo la faccia positiva del Mezzogiorno” ha aggiunto Vendola, la regione nella quale ben due province, Lecce e Foggia, occupano rispettivamente il primo e il secondo posto nelle classifica nazionale delle province per la crescita del tessuto imprenditoriale: a Lecce 831 aziende in più, a Foggia 748. Tutto questo in un contesto nel quale l’Istat mostra un aumento delle esportazioni del 10,1 per cento nel primo trimestre di quest’anno rispetto al dato nazionale che si ferma al 5,5%, mentre la capacità di spesa media mensile delle famiglie pari a 1.958 euro nel 2011 è la più alta tra le regioni meridionali (in Sicilia le famiglie riescono a spendere mediamente 1.637 euro al mese).
Si apprende anche, dallo stesso Istituto di statistica, che il valore aggiunto in agricoltura ai prezzi correnti in Puglia è passato da 1,8 miliardi del 2009 agli oltre 2 miliardi del 2011, mentre il valore aggiunto dell’intero settore agricoltura, silvicoltura e pesca, è cresciuto dai 2,12 miliardi del 2009 ai 2,28 miliardi del 2011.

“Sono i numeri che raccontano la controtendenza della Puglia – ha aggiunto Vendola – sono i numeri che abbiamo ottenuto contrastando la crisi attraverso pacchetti articolati di incentivi per le aziende, grazie ai quali abbiamo messo in campo in due anni 1.220milioni di euro, il 2,25% del nostro prodotto interno lordo. Molti degli incentivi che hanno consentito la moltiplicazione delle imprese sono a fondo perduto e destinati alla ricerca – ha concluso Vendola – mentre il decreto Sviluppo di Monti da 80 miliardi, elimina in un colpo solo gli equivalenti incentivi statali, destinando alla ricerca industriale solo finanziamenti agevolati”.

 

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