“Basta tagli alla salute”: con questo slogan la Cgil ha promosso oggi, lunedì 23 luglio, oltre trecento iniziative di mobilitazione contro i tagli alla salute previsti dai provvedimenti della cosiddetta spending review.

Iniziative tra i cittadini e gli operatori sanitari, presso le sedi di Asl, ambulatori, centri prelievi, ospedali e nelle piazze di tante città d’Italia per dire no ai pesanti tagli al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale contenuti nel decreto legge n.95, e a sostegno delle proposte presentate dalla CGIL a Governo, Regioni e Parlamento.
A Lecce, la CGIL è stata impegnata nel volantinaggio davanti all’Ospedale “V.Fazzi” di Lecce per informare i cittadini e gli operatori della Sanità sulle drammatiche conseguenze a cui si va incontro con questi ennesimi tagli lineari
: “Altro che revisione della spesa: – commenta il Segretario generale della Cgil Lecce Salvatore Arnesano –  questi tagli compromettono il diritto dei cittadini alla tutela della salute e a alle cure, mettendo in crisi la nostra regione su cui già gravano le difficoltà del  piano di rientro. Questi ulteriori tagli, nella nostra provincia, saranno insostenibili per le persone”.
Davanti all’Ospedale di Lecce, la Cgil ha consegnato migliaia di volantini in mano ai cittadini e ai lavoratori del settore: “Vengono a chiedere a noi spiegazioni, non c’è chiarezza e soprattutto molto disorientamento – rivela Arnesano – Invece di colpire gli sprechi e di riorganizzare i servizi, questi provvedimenti nazionali riducono il finanziamento necessario ai livelli essenziali di assistenza. Agli otto miliardi di tagli decisi dal precedente governo se ne aggiungono, infatti, quasi altri cinque. Non è questa la strada giusta, il Servizio sanitario italiano deve continuare a essere pubblico e universale”.
Con questa mobilitazione la CGIL chiede di investire, con risorse adeguate, nel nostro Servizio Sanitario Nazionale come strumento di equità sociale e fattore di crescita. Occorre riqualificare i servizi e la spesa sanitaria ed evitare ancora ticket,  sostenere in modo mirato i processi di riorganizzazione come alternative forti e visibili al solo ricovero ospedaliero. “Per quanto riguarda in particolare la provincia di Lecce, – sottolinea il Segretario della Cgil Lecce – chiediamo di accelerare il processo di attivazione di servizi sanitari territoriali che sopperiscano alla chiusura dei reparti e degli ospedali”.

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