Dissesto sì, dissesto no, è il dilemma che da qualche tempo attanaglia l’amministrazione leccese. Sembrava che tutto andasse per il meglio durante la campagna elettorale dello scorso maggio quando è stata eletta la Giunta Perrone-bis ma i tagli del governo centrale e il contenimento per la spending review hanno fatto ripiombare l’assise cittadina nell’incubo fallimentare. I 2 milioni e 600 mila euro di passivo della partecipata Lupiae Servizi costringe gli amministratori a correre ai ripari

 

Consiglio comunale partecipato quello di oggi al comune di Lecce, soprattutto dai dipendenti della società di servizi Lupiae. C’era da approvare la delibera per la ricapitalizzazione della società sull’orlo del baratro per debiti da insolvenze e interessi passivi bancari. Ad esporne la situazione è stato l’assessore al Bilancio Attilio Monosi, che nella sua dichiarazione ha spiegato anche quella che secondo gli amministratori è l’unica soluzione possibile alla ricapitalizzazione. Nessuna liquidità disponibile, né per ora né nelle future previsioni di spesa, non è rimasto che optare per il conferimento di alcuni lotti di terreno di proprietà del comune alla Lupiae, che diano plusvalenza alla società. Inoltre si dovrà procedere con un organigramma più snello della società a partire dagli amministrativi e con il blocco degli avanzamenti di livello, come spiegato nei tre emendamenti, uno modificativo e due aggiuntivi, presentati durante lo svolgimento dell’assise.  “Stiamo chiedendo un ulteriore sacrificio ai lavoratori della Lupiae, ma è l’unica strada per salvare la società” secondo Monosi. Una dichiarazione “strappalacrime” l’ha definita il consigliere di minoranza Torricelli che, insieme al suo gruppo, non è stato clemente con le ragioni spiegate da Monosi. “Con queste dichiarazioni sono state smentite le parole di Monosi di un anno fa, quando presentava il bilancio della Lupiae per gli anni 2011-2012 in attivo” ha dichiarato nel suo intervento Carlo Salvemini, certo che per salvare la società si ricorrerà ad un aumento della pressione fiscale a scapito dei cittadini leccesi. Non basta, infatti, dare plusvalore alla Lupiae, occorre la liquidità necessaria al pagamento degli stipendi dei lavoratori altrimenti si incorrerà nel pericolo dei licenziamenti. “E’ un’ipotesi – è stata la risposta di Monosi – ma faremo di tutto per scongiurarla”. Ancora più drastiche le previsioni di Luigi Melica, UdC, che a fronte della crisi da taglio dei fondi statali che coinvolgerà tutti i comuni, Lecce non sarà in grado di pagare i servizi resi dalla Lupiae, con conseguente esubero del personale. La lunga discussione sul caso Lupiae si è conclusa con l’approvazione della delibera con 18 voti favorevoli, 9 contrari e 1 astenuto su 28 votanti. Rimane incerta la situazione dei lavoratori, molti dei quali rimasti ad ascoltare, e per i quali si prospetta una potenziale riduzione delle ore lavorative settimanali, da 40 a 32 e il dimezzamento della quattordicesima mensilità.

Durante il Consiglio si è anche deliberato per lo scioglimento dell’Istituzione dei Servizi Sociali, un inutile carrozzone istituzionale per la maggioranza, anche questo punto oggetto di contestazioni da parte della minoranza che da tempo auspicava una riduzione dei costi e una maggiore trasparenza amministrativa attraverso un idoneo assessorato.

 

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