Morì a seguito di un incidente stradale sulla tangenziale di Galatina. Donato Grande, 30enne di San Donato, tornava a casa all’alba di ferragosto del 2007 dopo una notte di lavoro. Forse per un colpo di sonno, forse per l’improvviso attraversamento della sede stradale di un animale, il giovane

perse il controllo della propria auto finendo prima sull’opposta corsia di marcia e successivamente in una scarpata morendo sul colpo. Per quella morte, con l’accusa di omicidio colposo, finì sotto processo l’allora dirigente della Provincia di Lecce del servizio stradale, Roberto Bardoscia, di Squinzano. In giornata il giudice del Tribunale di Galatina, Giovanni Gallo, ha assolto il dirigente con la formula perché il fatto non costituisce reato. Il got Daniele Cataldi aveva chiesto una condanna ad otto mesi riconoscendo a Bardoscia le attenuanti generiche. All’incriminazione dell’allora dirigente provinciale si arrivò dopo una prima archiviazione disposta dal sostituto procuratore Giovanni Gagliotta. I parenti del giovane, però si opposero e il gip Andrea Lisi dispose un’imputazione coatta sulla scorta di due consulenze. La prima escludeva responsabilità da parte di terzi. La seconda, invece, addebitava presunte negligenze nei confronti di Bardoscia reo, secondo quanto scritto nella perizia, di non aver delimitato il ciglio stradale con l’installazione di adeguate barriere di protezione (guard-rail), così come rimarcato anche da un precedente decreto ministeriale. Bardoscia, quindi, finì sotto processo ma il giudice ha sposato in pieno la linea difensiva dell’avvocato difensore Federico Pellegrino. La Provincia di Lecce, nominata responsabile civile, con questa sentenza, non dovrà risarcire i famigliari di Grande.

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