“La delicata questione della società partecipata del Comune di Lecce, la Lupiae Servizi, non può lasciare il centrosinistra in silenzio”. Comincia così Loredana Capone a sguainare la spada contro l’amministrazione guidata da Paolo Perrone.

“Appena quattro mesi fa, in pieno periodo di campagna elettorale, il sindaco vantava il merito di aver salvato la partecipata pareggiando il bilancio, oggi, a campagna elettorale conclusa, lo stesso primo cittadino e la sua Giunta approvano lo schema di bilancio con 3.600.000 euro da intercettare per ripianare perdite d’esercizio pari 2.600.000 euro più 1.000.000 euro di debiti fuori bilancio. Una situazione inaccettabile e oltremodo tragica che rischia di pesare gravemente sulle spalle di dipendenti già costretti a sostenere contratti di solidarietà, così come i sindacati hanno più volte ricordato”. Nella conferenza stampa, convocata nella sede del Pd di via Tasso, i consiglieri comunali di opposizione lanciano una pioggia di accuse, seminando il sospetto che l’amministrazione comunale abbia falsato i conti di fronte all’opinione pubblica. “Non si può pensare che a pagare sia sempre pantalone. Anche perché sapete chi è pantalone? I commercianti, gli artigiani, i cittadini ai quali Perrone e Monosi oggi chiedono il pagamento delle salate imposte Imu”, incalza la Capone, che poi sgancia la bomba: “Il problema è la sostanza, non le operazioni speculative e immobiliari. Il sindaco s’impegni pubblicamente a procedere con una operazione di trasparenza in cui vi sia programmazione degli interventi da fare e spese da sostenere”. Insomma, per i democratici il gioco delle tre carte finora è stato questo: la Lupiae vanta crediti dal Comune di Lecce, unico azionista, che a sua volta, per ripianare la perdita, trasferisce alla sua partecipata immobili di sua proprietà.

“E’ vero che abbiamo proclamato il successo del pareggio di bilancio nel 2010. E’ vero che abbiamo ripianato perdite per diversi milioni di euro. E’ altrettanto vero che la Lupiae presenta un bilancio 2011 ancora in perdita. Ci sono altre verità, però, che il Pd sottace. E sono quelle relative ai risultati positivi ottenuti”. A replicare è l’assessore al Bilancio, Attilio Monosi, che vanta “la riduzione del personale da circa 380 unità a meno di 300, la riduzione significativa del disequilibrio economico strutturale, il mantenimento del livello dei servizi, l’eliminazione di molti costi considerati evitabili, il tutto nonostante una importante diminuzione dei ricavi della società che – tra il Comune di Lecce e quello di Novoli – ha perso negli anni progressivamente introiti per oltre due milioni di euro. E’ bene ricordare che il 2010 ha prodotto un risultato positivo a seguito dell’applicazione del contratto di solidarietà che, ovviamente, ha cessato i suoi effetti nel 2011. Ora, tuttavia, è giunto il momento di procedere ad una strutturale riduzione dei costi per portare definitivamente in equilibrio la società”.

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