“La chiusura delle sale operatorie non a norma del centro trapianti del Vito Fazzi di Lecce da parte del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità è la punta dell’iceberg di una situazione di degrado e di incapacità gestionale da parte del Governo Regionale

che si ripercuote sui cittadini e pazienti che, al danno la beffa, continuano a pagare 338 milioni di euro di tasse regionali aggiuntive all’anno”.
Lo dichiara in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, che aggiunge: “Quel che ha dell’incredibile e inaccettabile è che dalle dichiarazioni dei vertici della Asl di Lecce appare chiarissimo che essi erano a conoscenza del fatto che le sale operatorie non fossero a norma e che a quanto pare si sono limitati finora a chiedere deroghe al Ministero piuttosto che denunciare il fatto e ottenere che la Regione Puglia intervenisse immediatamente per l’adeguamento onde evitare la chiusura. Sotto la responsabilità di chi – chiede Palese – si continuava ad operare in strutture non a norma?  La Asl aveva quantomeno avvisato la Regione? E perchè nessuno è intervenuto con procedure urgenti per l’adeguamento tecnico – strutturale? Perchè nessuno ha fatto niente per evitare chiusura? Quanto costerà, ai pazienti e ai medici in termini di disagi e al servizio sanitario regionale in termini finanziari, spostare a Bari eventuali interventi
di trapianto? Chiederemo al Governo Regionale di riferire con urgenza sulla situazione già nel Consiglio Regionale di giovedì prossimo per capire come e quando la Regione intenda ripristinare le condizioni di fruibilità del Centro Trapianti del Vito Fazzi”.

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